Basta i medici che ignorano!

La promozione della salute passa attraverso la formazione di una nuova classe medica, consapevole dell’importanza della nutrizione clinica e capace di attuare piani dietetici personalizzati

di GIULIA BIGIONI

Le malattie non trasmissibili (MNT) sono la maggior causa di morte al mondo, provocando un numero di decessi superiore alla somma di tutte le altre malattie. Ciò che accomuna le malattie non trasmissibili nella loro insorgenza, e quindi anche nella loro prevenzione, sono principalmente fattori comportamentali. Infatti, un’alta percentuale di malattie non trasmissibili si può prevenire, attraverso la riduzione dei quattro principali fattori di rischio comportamentali (e quindi modificabili) ad esse correlati: consumo di tabacco, inattività fisica, consumo dannoso di alcol ed errate abitudini alimentari. E’ noto che l’obesità e le patologie correlate sono un predittore di rischio per le infezioni virali e causa di ingravescenza e mortalità in caso di COVID-19.

E’ necessario quindi aumentare il livello di priorità assegnato alla prevenzione e controllo delle MNT nell’ambito della programmazione regionale e nazionale.

Il campo della medicina, nonostante la sua importante influenza nella società, ha investito poco per promuovere scelte di vita sane. La conseguenza di ciò si riflette nelle nostre statistiche in costante aumento sulle malattie croniche, in particolare sui tassi di obesità e diabete.

“Ciò è particolarmente deplorevole”- sostiene Saray Stancic, Direttore del Medical Education, Physicians Committee for Responsible Medicine, Washington, DC- “considerando che prove schiaccianti confermano che la maggior parte delle malattie non trasmissibili è prevenibile modificando le nostre diete”.

Come dimostrato da numerosi studi le scelte alimentari che il consumatore attua per sé stesso possono contribuire fortemente all’abbassamento del rischio di malattia; infatti è stato stimato che circa l’80% delle malattia cardiovascolari, infarti, diabete di tipo 2 e il 40% dei tumori possono essere evitati attraverso l’adozione di uno stile di vita salutare che inizia dalle scelte alimentari.

“Alla luce di questa conoscenza, visto che l’ottimizzazione della nostra alimentazione potrebbe salvare innumerevoli vite” prosegue la Stancic, “si potrebbe naturalmente supporre che i medici pratichino prontamente la promozione di una dieta salutare con i loro pazienti. Eppure, questo è tutt’altro che vero. Non per colpa loro”.

Le scuole di medicina, incaricate della responsabilità di educare i nostri futuri leader sanitari, sono riuscite in gran parte a bypassare il tema della nutrizione, probabilmente il più potente intervento sanitario conosciuto dall’umanità. Infatti, in media, le scuole di medicina offrono un numero anemico di ore di educazione alimentare nell’arco di 4 anni.1 Quel poco che viene offerto è focalizzato sulla biochimica e sulle carenze nutrizionali, nessuna delle quali prepara un medico in formazione per un’applicazione significativa nell’assistenza clinica. Questa mancanza nell’educazione alimentare e nella nutrizione clinica, continua per tutta la formazione post-laurea.

La denuncia e l’allarma viene da un articolo scientifico dei ricercatori del Medical Education, Physicians Committee for Responsible Medicine, Washington, DC (USA), pubblicato lo scorso 26 Maggio su American Journal of Lifestyle Medicine.

https://doi.org/10.1177%2F15598276221104023

In un recente sondaggio condotto su oltre 600 cardiologi, il 90% ha riferito di non aver ricevuto la necessaria educazione alimentare durante l’allenamento.

Sebbene siamo d’accordo sul fatto che non tutti i medici devono essere esperti in nutrizione, ma almeno tutti dovrebbero ricevere e conoscere le basi fondamentali e essenziali della fisiologia, della scienza dell’alimentazione e della nutrizione clinica.

Per ridurre l’incidenza e la prevalenza delle malattie cronico degenerative e trasmissibili, come ci ha insegnato l’esperienza della pandemia da COVID-19 è necessario aumentare la consapevolezza tra i medici dell’importanza della dieta e del suo ruolo nella salute umana.