Risorsa preziosa per l’Umanità: la Dieta Mediterranea

Patrimonio ereditario a portata di forchetta

di SILVIA SERACENO e SILVIA FANELLI

La Dieta Mediterranea, entrata a fare parte nel 2010 della Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’UNESCO, rappresenta e raccoglie un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, includendo le colture, la raccolta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la preparazione, fino ad arrivare al consumo del cibo.

Il regime alimentare tipico dei paesi del bacino del Mediterraneo, facendo riferimento in particolar modo ad Italia, Spagna, Francia e Grecia, rappresenta, dal punto di vista di sostenibilità, un modello protettivo e rispettoso delle biodiversità e degli ecosistemi, facilmente accessibile ed economicamente conveniente e, dal punto di vista nutrizionale, un regime adeguato, sicuro e salutare, finalizzato ed uno stato di benessere. La Dieta Mediterranea è caratterizzato principalmente da un elevato apporto di olio d’oliva, cereali, frutta fresca e secca, verdure e legumi, pesce, una moderata quantità di latticini e carne, dall’impiego di spezie ed erbe aromatiche, il tutto accompagnato da un moderato consumo di vino, sempre nel rispetto della stagionalità e delle tradizioni locali.

Numerosi sono gli studi epidemiologici che mostrano gli effetti benefici e protettivi del regime alimentare mediterraneo, mostrando come l’aderenza a tale regime migliori le aspettative di vita, riduca l’incidenza di alcune patologie croniche cardiovascolari e neurodegenerative ed abbassi il rischio d’insorgenza di alcune forme tumorali.

Vera risorsa nell’adozione di un regime alimentare mediterraneo è la presenza di vari alimenti funzionali, contenenti molecole bioattive e sostanze fitochimiche che apportano benefici all’organismo, oltre al loro valore nutrizionale. Ad esempio: l’olio extra vergine di oliva con il suo peculiare contenuto polifenolico ,il 3-Idrossitirosolo (HT), il resveratrolo del vino rosso, il licopene della salsa di pomodoro, l’epigallocatechina componente di alcuni frutti rossi, lo zafferano capace di provocare l’inibizione della proliferazione delle cellule cancerose, il cappero efficace nel prevenire la perossidazione lipidica nelle carni rosse durante la digestione, il sulforafano composto naturale presente nelle crucifere della famiglia delle Brassicaceae come i broccoli, il cinnamato di metile in olio essenziale contenuto nel basilico.

Nutrigenomica e Nutrigenetica, nuove discipline scientifiche in ambito di alimentazione, si pongano come obiettivo il miglioramento dello stato di salute dell’Umanità intera, nel rispetto però dell’unicità di ogni singola persona. Dalla consapevolezza che ogni individuo è un essere con genotipo e fenotipo irripetibile, scaturisce una prevenzione mirata, a cui si affianca una terapia in linea con le caratteristiche personali; obiettivo ultimo è quindi la personalizzazione dei trattamenti dietetici, delle pratiche e delle cure. Ed è proprio in questo contesto che si può sfruttare al massimo delle sue potenzialità la Dieta Mediterranea. L’antico e millenario legame tra Uomo e Mediterraneo viene riscoperto e valorizzato e con esso tutto quello che vi è sottinteso. La coltivazione della terra, la raccolta, la pesca, il rispetto di tradizioni e di stagionalità, i metodi di preparazione ed infine il consumo dei pasti in convivialità concorrono ad un vero Patrimonio di benessere.