Qual è la frutta e la verdura più contaminata da pesticidi?

Alcuni studi hanno stilato una classifica della frutta e della verdura più contaminate e i benefici derivanti da una loro diminuzione

 di TIZIANA RAMPELLO e GIULIA FRANK

È ormai noto che il consumo giornaliero di frutta e verdura apporti notevoli benefici sul nostro organismo. In Inghilterra un recente report della Pesticide Action Network ha evidenziato come sia fondamentale indirizzare il consumo degli alimenti verso scelte più sane e genuine. È stata infatti individuata una lista di dodici alimenti, tra frutta e verdura, contaminati da 122 pesticidi. In particolare, i cinque alimenti che risultano essere per il 70% contaminati da pesticidi sono: l’uva, le arance, la frutta secca, le erbe aromatiche e le pere. A seguire, quelli che presentano una contaminazione inferiore al 55%, sono i piselli, i fagioli, l’okra, la lattuga, i fagioli secchi, le carote e il mango.

Sebbene i livelli in percentuale dei residui di pesticidi riscontrati in tali alimenti risultino inferiori ai limiti della legge, non sono ancora note le conseguenze di queste sostanze tossiche e cancerogene sul nostro organismo. Inoltre, essendo alimenti che vengono consumati quotidianamente e non conoscendo gli effetti a lungo termine di questa continua esposizione ai contaminanti, è evidente che bisogna attenzionare i prodotti alimentare che vengono portati sulla nostra tavola.

Analizzando infatti i benefici che derivano da una riduzione dei pesticidi nella nostra alimentazione, alcuni studi hanno evidenziato gli effetti benefici derivanti dall’alimentazione biologica sulla salute. In particolare, una recente review di Vigar e colleghi, pubblicata su Nutrients, mira a valutare gli effetti sulla salute dell’uomo di un’alimentazione biologica rispetto a quella convenzionale, basandosi sui risultati di studi clinici e osservazionali. In questi articoli, è stato osservato che una somministrazione sequenziale, prima della dieta convenzionale e poi di quella biologica non ha influenzato negativamente i risultati statistici, in quanto si è visto un netto miglioramento dei parametri biochimici e della composizione corporea solo alla fine dell’ultimo trattamento dietetico basato su alimenti biologici. È emerso anche che un maggiore apporto di alimenti biologici era associato a una ridotta incidenza di infertilità, difetti alla nascita, sensibilizzazione allergica, otite, preeclampsia, sindrome metabolica, aumento del peso e linfoma non Hodgkin https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7019963/.

Numerosi studi indicano che una dieta sana con alimenti biologici fornisce un contenuto più elevato di composti bioattivi e un contenuto inferiore di sostanze malsane, come inquinanti persistenti, loro metaboliti, pesticidi e fertilizzanti.

Pertanto, da questi studi si può desumere che è importante preferire il consumo di alimenti biologici. Qualora non fosse possibile permettersi un regime alimentare totalmente biologico è necessario organizzare delle attività di sensibilizzazione, che rendano il consumatore più consapevole dei livelli di pesticidi presenti nei prodotti che acquista quotidianamente. Prediligendo in questo modo la scelta di prodotti meno contaminati e preservando la propria salute.

Bibliografia

PAN – Pesticide Action Network UK, Our Food, The Dirty Dozen, 2021. Available at: https://www.pan-uk.org/dirty-dozen/

Vigar, V., Myers, S., Oliver, C., Arellano, J., Robinson, S., & Leifert, C. (2019). A Systematic Review of Organic Versus Conventional Food Consumption: Is There a Measurable Benefit on Human Health?. Nutrients12(1), 7. https://doi.org/10.3390/nu12010007