I pesticidi e il loro ruolo nello sviluppo dell’obesità

Pesticidi: azione del Clorpirifos sul tessuto adiposo bruno e sulla termogenesi indotta dalla dieta

di VALERIA MECONI e ANNA MARIA RUGGIERI

L’obesità deriva da uno squilibrio tra assunzione calorica e dispendio energetico ed è un importante fattore di rischio per il diabete di tipo 2, la steatosi epatica e le malattie cardiovascolari che possono derivare da un surplus calorico di appena 10-30 kcal al giorno. L’aumentato consumo di cibi ad alta densità energetica e la ridotta attività fisica sono comunemente ritenuti i principali fattori che contribuiscono a questo squilibrio calorico, tuttavia, è stato evidenziato che la termogenesi indotta dalla dieta, ovvero la quantità di energia (calorie) di cui abbiamo bisogno per digerire i macronutrienti, è una componente quantitativamente importante nell’equazione del bilancio energetico. Sia nei roditori che negli esseri umani adulti, la termogenesi indotta dalla dieta richiede l’attivazione del tessuto adiposo bruno (BAT), così definito per la colorazione data dalla presenza di ferro nei mitocondri. Nell’uomo è scarsamente rappresentato (riconoscibile in sede paracervicale, sopraclavicolare, interscapolare e perirenale, presente soprattutto nei neonati) mentre è principalmente riscontrabile negli animali che vanno in letargo. La sua principale funzione è quella di produrre calore in risposta alle basse temperature ovvero la cosiddetta termogenesi termo-indotta, tuttavia, studi recenti hanno suggerito che tale tessuto sia anche in grado di controllare il livello di adiposità e quindi il peso corporeo. Una proteina chiave che regola la termogenesi del BAT è la proteina di disaccoppiamento 1 (UCP1). È stato dimostrato che la rimozione genetica di Ucp1 nei topi promuove l’obesità e la resistenza all’insulina. L’UCP1 è importante anche per la termogenesi indotta dalla dieta negli esseri umani, poiché una mutazione genetica con perdita di funzione riduce la termogenesi postprandiale in risposta a un pasto ricco di grassi. Negli ultimi due decenni, un certo numero di sostanze tossiche ambientali è stato collegato allo sviluppo dell’obesità attraverso i loro effetti sul microbiota intestinale, sull’assunzione di energia e sull’adipogenesi.    

https://www.nature.com/articles/s41467-021-25384-y

Uno studio canadese dell’Università McMaster (Wang ed altri) pubblicato su Nature, ha ipotizzato che le sostanze tossiche comunemente presenti negli alimenti potrebbero avere un ruolo nello sviluppo dell’obesità. In particolare, è stato esaminato il Clorpirifos (CPF), un insetticida organofosfato contro insetti fogliari e del suolo e comunemente rilevabile in un’ampia gamma di alimenti tra cui frutta, verdura, cereali, fagioli, noci, legumi, latticini, carne, pesce e uova. Lo studio ha messo in evidenza come il CPF promuova l’obesità nei topi alimentati con una dieta ricca di grassi inibendo la termogenesi indotta dalla dieta attraverso la soppressione dell’espressione di UCP1 e della respirazione mitocondriale negli adipociti bruni a concentrazioni a partire da 1 pM. È interessante notare che nessun effetto è stato osservato sui parametri metabolici quando il CPF è stato combinato con la dieta a basso contenuto di grassi, indicando importanti interazioni tra CPF e grasso alimentare.

Il cibo è una parte essenziale della nostra vita, poiché fornisce i nutrienti necessari per crescere e mantenere in vita il nostro corpo. Consumare prodotti biologici può avere un forte impatto sulla nostra salute.