Integrazione di Omega-3 contro l’invecchiamento cellulare e il rischio di depressione

Pubblicati i risultati di un nuovo studio randomizzato e controllato in adulti di mezza età

di GIULIA BIGIONI

Il consumo di acidi grassi Omega-3 può diminuire l’invecchiamento e la mortalità precoce. Gli Omega-3, tra cui l’EPA (acido eicosapentaenoico) e il DHA (acido docosaesaenoico), sono acidi grassi essenziali, che l’organismo umano non è in grado di sintetizzare, per cui devono essere assunti obbligatoriamente tramite la dieta. Sono associati alla riduzione dei livelli di trigliceridi nel sangue, hanno un’azione antiossidante, svolgono un ruolo importante nella crescita e nello sviluppo del cervello, nella regolazione della pressione sanguigna, nella funzione renale, regolano la risposta infiammatoria e immunitaria. Uomini e donne che assumono alti livelli di omega-3 hanno il 15% e il 18% riduzione della mortalità per malattie cardiovascolari a 16 anni rispetto a quelli con un livello di assunzione più basso.

Una risposta fisiologica allo stress non ben regolata è un fattore di rischio per molte malattie fisiche e mentali, inclusa la depressione. Gli omega-3 possono ridurre la morbilità regolando i sistemi di risposta allo stress.

Una maggiore reattività infiammatoria allo stress acuto può aumentare il rischio di depressione e, quindi, le proprietà antinfiammatorie degli omega-3 possono aiutare a spezzare il legame tra esposizione allo stress e depressione.

E’ stato osservato un circolo vizioso tra infiammazione, aumento del cortisolo, l’ormone dello stress e telomeri più corti. I telomeri sono fondamentali per una corretta struttura, funzione e stabilità dei cromosomi; dalla loro lunghezza dipende la possibilità di rallentamento della senescenza delle cellule.

Benchè il cortisolo e le citochine pro-infiammatorie aumentino naturalmente dopo uno stress acuto, le risposte al cortisolo sono associate a telomeri più corti sia trasversalmente che longitudinalmente e contemporaneamente  le citochine proinfiammatorie alimentano lo stress ossidativo che accorcia i telomeri. Viceversa, livelli elevati di omega-3 sono associati con telomeri più lunghi, minore infiammazione e ottundimento del sistema nervoso simpatico e cardiovascolare, anche in situazioni di reattività allo stress.

L’integrazione di omega-3 riduce anche la reattività del sistema nervoso simpatico e cardiovascolare.

Uno studio condotto presso l’Ohio State University’s Clinical Research Center, dimostra che abbassando l’infiammazione complessiva e i livelli di cortisolo, durante lo stress, con un conseguente aumento dei meccanismi di riparazione durante il recupero, gli omega-3 possono rallentare l’invecchiamento accelerato e ridurre il rischio di depressione.

https://www.nature.com/articles/s41380-021-01077-2

In totale, 138 partecipanti sedentari, sovrappeso e di mezza età, di cui 98 donne e 45 uomini, di una età compresa tra i 40 e gli 80 anni, hanno ricevuto 2,5 g/die di omega-3, 1,25 g/die di omega-3 o un placebo per 4 mesi. Prima e dopo lo studio, i partecipanti sono stati sottoposti aa analisi ematiche, su saliva e a test di stress sociale. Sono stati analizzati i livelli di cortisolo, delle citochine antinfiammatorie (interleuchina-10; IL-10) e proinfiammatorie (interleuchina-6; IL-6, interleuchina-12, fattore di necrosi tumorale-alfa) e l’attività della telomerasi nei linfociti del sangue periferico.

Entrambi i gruppi che hanno ricevuto l’integrazione sono stati protetti dagli eventi stressogeni, come dimostra il calo post-stress inferiore, del 24% e del 26% rispetto al gruppo placebo della telomerasi e dell’IL-10. L’assunzione di 2,5 g/die di omega 3, riduce anche i livelli complessivi di cortisolo complessivo e IL-6, rispetto al gruppo placebo.

Quattro mesi di integrazione di omega-3 hanno portato a un profilo di resilienza allo stress, con livelli complessivi inferiori di cortisolo e di infiammazione durante lo stress e livelli più elevati di telomerasi e attività antinfiammatoria durante il recupero. Questo ha una rilevanza diretta per la biologia e la psichiatria dell’invecchiamento.

Sebbene i risultati siano preliminari, se replicati, suggeriscono che l’integrazione quotidiana di omega-3 può limitare l’impatto dei ripetuti stress sull’invecchiamento cellulare, con una maggiore la protezione delle cellule, e può ridurre il rischio di depressione.