La necessità di passare dall’insicurezza alimentare alla sicurezza nutrizionale

Unicamillus: un nuovo corso di studi in Scienza della Nutrizione a Roma

Il miglioramento delle condizioni sociosanitarie e l’aumento della sopravvivenza hanno portato progressivamente a una profonda modificazione degli scenari di cura in quanto, parallelamente all’invecchiamento della popolazione, si è avuto un progressivo incremento delle malattie ad andamento cronico, spesso presenti contemporaneamente nello stesso individuo.

Si stima che circa il 70-80% delle risorse sanitarie a livello mondiale sia oggi speso per la gestione delle malattie croniche; il dato diviene ancora più preoccupante alla luce delle più recenti proiezioni epidemiologiche, secondo cui nel 2020 esse hanno rappresenteranno l’80% di tutte le patologie nel mondo. Almeno 100 anni di studi epidemiologici hanno dimostrato le associazioni tra la dieta, lo stile di vita e l’aumentata incidenza e severità delle malattie croniche non trasmissibili (MNT). La transizione nutrizionale, unita all’inquinamento ambientale e allo stress che lo stile di vita attuale comporta, rappresenta quindi un fattore di rischio per varie MNT, che richiede un’indispensabile, profonda, inversione di tendenza, considerate le difficoltà a far tornare le persone agli schemi alimentari del passato; occorrerebbe innanzitutto modificarne (terapeuticamente) lo stile di vita come punto di partenza della prevenzione clinica primaria che include, oltre all’aumento dell’attività fisica, una corretta alimentazione standardizzata da prove di efficacia.

Questo cambiamento alimentare su scala globale sta creando grosse preoccupazioni di natura sanitaria pubblica, poiché i pattern alimentari rivestono il fattore di rischio principale nell’insorgenza delle MNT, soprattutto per quanto riguarda le malattie cardiovascolari, diabete e alcuni tipi di tumore.

La crisi dovuta alla pandemia COVID-19 ha ulteriormente aggravato la situazione riducendo sia l’accessibilità economica che fisica a cibo sano e in quantità adeguate. La pandemia ha fatto comprendere come la salute sia un elemento indispensabile per il benessere e la crescita economica e sociale di un Paese, che investire in sanità è una priorità, alcuni settori e filiere produttivi sono strategici per un territorio e che la scienza e l’innovazione sono fondamentali per il nostro futuro.

Per vincere la sfida contro queste “nuove epidemie” è necessario coinvolgere e responsabilizzare tutte le componenti, dalla persona con cronicità al “macrosistema-salute”, formato non solo dai servizi ma da tutti gli attori istituzionali e sociali che hanno influenza sulla salute delle comunità e dei singoli individui.

La soluzione per arrestare l’incremento delle MNT, almeno in parte, può quindi essere garantita da interventi di tipo preventivo su stili e comportamenti di vita mirati all’eliminazione dei fattori di rischio esogeni modificabili. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha evidenziato come sei fattori di rischio modificabili (ipertensione arteriosa, iperglicemia, sovrappeso, obesità, consumo di zuccheri semplici e consumo di acidi grassi saturi) legati a errate abitudini alimentari causano il 19% dei decessi su scala globale.

L’orientamento dei consumi alimentari, indirizzato verso modelli salutari e sostenibili, ha bisogno della partecipazione attiva e può essere perseguito solo attraverso interventi settoriali che vedono partecipi i cittadini, gli operatori sanitari, il privato sociale, il volontariato, le industrie ed i diversi livelli istituzionali a qualsiasi titolo interessati.

Allo stato attuale la prevenzione delle patologie trasmissibili non può prescindere dalla trasformazione della Medicina reattiva in Medicina proattiva basata sulle 4 P (predittiva, preventiva, personalizzata e partecipativa). Gli approcci sistemici allo stato di salute e alle patologie, insieme con la partecipazione attiva degli stessi pazienti resi consapevoli del potenziale di questa nuova frontiera, hanno aperto la strada ad una nuova Medicina che integra le scoperte scientifiche, la pratica clinica e la gestione della salute.

La realizzazione della Nutrizione molecolare, nell’ambito della Medicina delle 4 P, si basa sulla capacità di gestire ed integrare dati diversi ed eterogenei appartenenti a più insiemi ordinati: dai dati molecolari alle informazioni cliniche e anamnestiche dei pazienti. 

Da qui l’esigenza di formare professionisti che abbiano una padronanza dei metodi tecnico-scientifici e delle conoscenze professionali necessarie a interpretare e gestire in modo complesso il sistema legato Nutrizione Umana.

In particolare, risulta fondamentale la formazione di figure professionali specializzate in preparazione di piani e programmi nutrizionali personalizzati anche per tutta quella fascia di popolazione a basso reddito, le cui morbilità dipendono soprattutto da una insicurezza alimentare e scarsa qualità nutrizionale.

E’ necessario formare professionisti con competenze multidisciplinari e solide basi per affrontare una delle sfide più critiche, per pianificare e mettere in atto approcci capillari di prevenzione primaria e secondaria, in grado di operare in ambito alimentare e nutrizionale, capaci di soddisfare la crescente richiesta che proviene dai settori del food e in grado di rispondere a bisogni più specifici dei target di popolazione sana e a rischio di malnutrizione.

La proposta formativa del nuovo Corso di Laurea Magistrale in Scienza della Nutrizione Umana dell’UniCamillus si caratterizza come avvio di un nuovo progetto formativo approvato dal Ministero dell’Università, con l’intento di formare professionisti del terzo millennio, capaci di rispondere alla domanda do ricerca, formazione e pratica della nutrizione post moderna.

La nuova domanda di una Nutrizione Sostenibile, proposta come modello per salvaguardare la salute e l’ambiente, come indicato dalle Linee Guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e pubblicato sulla rivista scientifica internazionale The Lancet Global Health in EAT-Lancet, richiama docenti riconosciuti a livello internazionale nella Nutrizione clinica applicata alla dieta personalizzata, alle nuove scienze –omiche (nutrigenomica, nutriepigenenomica, metabolimica, lipidomica), ispirata al modello della Nutrizione delle 4 P  e agricoltura di precisione.

Il CdLM in Scienze della Nutrizione Umana dell’UniCamillus mira alla formazione multidisciplinare di laureati magistrali tale da garantire competenze per svolgere una attività professionale nei vari ambiti della Nutrizione 4.0, nell’era post-genomica.

Il Corso di Laurea in Scienza della Nutrizione è tenuto dalla Facoltà di Medicina di UniCamillus che ha docenti e ricercatori esclusivamente dedicati alla salute, alla prevenzione e alla cura.

Durata 2 anni (120 CFU).

Lezioni in modalità blended (la maggior parte on-line e conciliabile con eventuali attività lavorative).

In lingua Italiana.

 Sono aperte le iscizioni:

https://www.unicamillus.org/it/laura-magistrale-scienze-della-nutrizione-umana-landing/?utm_source=google&utm_medium=cpc&utm_campaign=cdl_nutrizione&gclid=CjwKCAjwgISIBhBfEiwALE19SdMoPNmKfY07ftP6lF7qBUGf7EEZY3SDzK8nt5eB9ug0gsK7wmp1zhoCVy4QAvD_BwE