Il Codice non è solo DNA

Come nutrirsi per affrontare le malattie cronico degenerative e mantenerci in salute

di GIULIA BIGIONI

Nell’ultima fatica editoriale del Dr. Jason Fung The Cancer Code, medico canadese ampiamente conosciuto per la teoria del digiuno intermittente, viene descritta l’applicazione di questa filosofia terapeutica nella prevenzione di un importante patologia, quella tumorale, definendo un nuovo metodo per affrontarla.

Il Dr. Fung ha già affrontato e proposto metodologicamente l’uso del digiuno nel trattamento dell’obesità e del diabete nei suoi tre libri di divulgazione più conosciuti: The Obesity Code, The Complete Guide to Fasting e The Diabetes Code, dove mostra come questo approccio, se ben regolato, possa essere alla base anche della prevenzione della patologia tumorale.https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33274644/

Cosa c’è di nuovo nelle parole di questo dottore d’oltreoceano? Forse non molto; i concetti esposti ricalcano quello che la comunità scientifica internazionale va ribadendo da tempo ma che nella vita quotidiana osserviamo poco. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34067055/

La prevenzione di una patologia importante come quella oncologica deve essere basata soprattutto su un approccio multidisciplinare, che ridurre alla semplice mutazione di un gene sarebbe riduttivo. Certamente per uno sparuto numero di casi, stimato intorno al 5%, la genetica ha un ruolo fondamentale, ma non è la causa della quasi totalità dei tumori, che riconoscono soprattutto nell’interazione con l’ambiente la principale causa eziologica. Ne è un esempio la riduzione significativa dei casi di tumore al polmone con le politiche contro il tabagismo, principale causa di questa malattia. Tuttavia, nonostante i grandi investimenti fatti dagli anni ‘70 in poi i tumori restano ancora una delle principali preoccupazioni per la buona salute della popolazione. Sono risultati fallimentari, se non addirittura dannosi, gli approcci basati sulla somministrazione di alte dosi di integratori vitaminici, mentre una corretta alimentazione è sempre più oggetto di studi e considerata alla base di un reale approccio preventivo.

Fondamentali, a questo proposito, sono stati gli studi epidemiologici sulle popolazioni migranti che hanno dimostrato l’importanza dell’alimentazione come causa reale dell’insorgenza di molti tumori.

L’aumento dei casi di cancro, osservato sulle popolazioni migranti, ha permesso di tracciare quel nesso causale caratteristico della cosiddetta western diet, conosciuta anche come dieta americana, basata su alimenti raffinati e poveri di fibre, alto contenuto di proteine, zuccheri e grassi saturi. L’esempio ricorrente citato anche nel libro del Dr. Fung, è quello delle donne giapponesi che trasferitesi negli Stati Uniti si ammalano di cancro in seguito alla modifica delle loro abitudini alimentari.

Ma lo stile di vita occidentale, non è solo caratterizzato dalla scarsa qualità nutrizionale del cibo raffinato, aggiunge infatti lo stress di una vita non più a misura d’uomo, come fattore in grado di modulare in modo negativo il nostro sistema immunitario, da molti considerato il guardiano del nostro benessere psicofisico.

L’ipotesi oramai ampiamente accreditata, presso la comunità scientifica internazionale, è che nelle interazioni con l’ambiente che ci circonda, subiamo continue trasformazioni delle nostre cellule che potrebbero diventare tumorali senza l’intervento del sistema immunitario. Ogni disequilibrio di questo sistema di controllo porta come conseguenza allo sviluppo di tumori.

Condizioni come l’obesità o il diabete di tipo2, che comportano uno stato di infiammazione cronica, sono a tutti gli effetti considerate situazioni stressogene e causa di un significativo effetto d’inibizione sul sistema immunitario. Si creano in definitiva le condizioni per lo sviluppo dei tumori.

Se, la nostra popolazione, può vantare il primato, insieme a quella giapponese, della longevità e della bassa morbosità generale, lo deve proprio alle abitudini alimentari e di vita che riconoscono nel modello mediterraneo il nostro punto di riferimento.

Alimenti poco raffinati e dall’alto contenuto di antiossidanti e vitamine, basso consumo di alimenti carnei, una certa frugalità alimentare, che era caratteristica della vita dei nostri nonni, e che forse stiamo perdendo, sono da sempre riconosciuti come l’antidoto alle malattie cronico degenerative di cui il cancro fa parte.

Scopriamo, con l’intenzione di non offendere nessuno, che le linee guida del Dr. Fung ricalcano quelli che sembrano i consigli della nonna.

  1. Mangia poco, soprattutto se i cibi sono troppo elaborati. Evita gli zuccheri raffinati, aggiunti spesso al solo scopo di aumentarne la durata nel tempo.
  2. Non mangiare tutto il tempo, fai meno spuntini e pasti durante il giorno.
  3. Mangia cibi naturali, poco lavorati e ricchi di nutrienti.

Gli zuccheri stimolano la produzione di insulina e attivano importanti sensori cellulari come mTOR (mechanistic Target of Rapamycin) essenziale per la sintesi proteica, e insieme a AMPK (protein kinasi AMP attivata) hanno un ruolo chiave nella omeostasi cellulare, nella regolazione del glucosio, e nel controllo della beta-ossidazione degli acidi grassi. Tutto, ha come conseguenza la stimolazione continua della crescita cellulare, purtroppo, compresa quella tumorale.

Al contrario, seguire una dieta ricca di verdure, frutta, cereali integrali, noci, semi e legumi comporta una trasformazione del microbiota intestinale che insieme all’apporto delle fibre aiutano a controllare l’insulina e regolano positivamente gli effetti sul mTOR. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33187188/

In definitiva per ridurre il rischio di cancro, mangia cibi meno lavorati, mangia meno spesso e quando mangi, scegli gli alimenti integrali ricchi di fibre e sostanze nutritive. Lascia il tuo corpo libero di funzionare senza sottoporlo al bombardamento costante di sostanze che lo spingono verso una crescita continua.

“La chiave è che se non hai fame, non hai bisogno di mangiare. Ma se hai fame, mangia bene”.