Fetal programming: l’importanza dell’alimentazione in gravidanza

È stato dimostrato che l’alimentazione e lo stile di vita prima e durante la gravidanza inducono effetti a lungo termine sulla salute del bambino, compreso il rischio di malattie croniche non trasmissibili come obesità, diabete e malattie cardiovascolari

di FRANCESCA DOMINICI E VALENTINA ALFANO

Questo fenomeno è conosciuto come “fetal programming” [1] e rappresenta l’insieme di modificazioni endocrino-metaboliche a livello di organi e tessuti, che avvengono nel periodo tra il concepimento e il parto e che potrebbero rappresentare un fattore di rischio per malattie a lungo termine. L’ipotesi più accreditata è che lo sviluppo di tali malattie in età adulta possa essere legato al tipo di alimentazione nelle prime epoche di vita, a partire dalla vita intrauterina, durante le fasi dell’organogenesi [2]. Anche l’attività fisica in gravidanza è stata positivamente correlata ad aspetti sia materni che di sviluppo fetale. Recentemente crescenti evidenze nella letteratura scientifica indicano che l’attività fisica è necessaria per prevenire possibili disturbi metabolici nel neonato e può anche avere una correlazione positiva con il neuro-sviluppo [3].

In particolare, è stata dimostrato un legame tra alterazioni dello stato nutrizionale materno, soprattutto in riferimento all’introito proteico, e rischio di partorire figli piccoli per età gestazionale o, al contrario, macrosomici, con aumentato rischio di parto pretermine e maggiore mortalità perinatale del neonato. Secondo il modello predittivo-adattativo di Barker, il feto programma la struttura, il funzionamento dei suoi organi e il suo metabolismo in relazione alle informazioni ambientali che riceve, compreso lo stato nutrizionale materno.

La gravidanza comporta, per donne sane e con uno stile di vita moderatamente attivo, un aumento del fabbisogno calorico, variabile a seconda del trimestre considerato. È necessario aumentare in modo bilanciato il consumo di macronutrienti, mantenendo un equilibrio tra carboidrati, proteine e lipidi. Nell’ambito di un’adeguata alimentazione in questa delicata fase della vita della donna, si deve inoltre porre particolare attenzione anche all’apporto micronutrienti. Tra questi, i minerali svolgono un ruolo fondamentale per il normale funzionamento dell’organismo: il ferro, necessario per un rapido sviluppo del sistema nervoso centrale, lo zinco che sostiene la crescita fetale, il selenio utile per prevenire il rischio di infezione del bambino e il miglioramento del punteggio psicomotorio, il rame, essenziale per una rapida crescita e per la differenziazione cellulare sia per la madre che per il feto ed infine lo iodio che favorisce lo sviluppo tiroideo e neurologico. In questo contesto, anche alcune vitamine e altri nutrienti giocano un ruolo cardine. Si fa quindi riferimento al folato, che aiuta la formazione del tubo neurale, alla vitamina A che sostiene sia lo sviluppo cellulare che la crescita del cervello, alla colina che influenza la proliferazione delle cellule staminali e agli acidi grassi a catena lunga considerati elementi strutturali delle membrane cellulare e precursori delle prostaglandine [4].

Il Dipartimento di Biomedicina e prevenzione (Direttore Prof. Antonino De Lorenzo), la Scuola di Specializzazione in Scienze dell’Alimentazione dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata (Direttore Prof.ssa Laura Di Renzo) e l’Unità Operativa di Medicina Materno Fetale dell’Ospedale Cristo Re (Direttore Prof. Giuseppe Rizzo) hanno realizzato un questionario sulle abitudini alimentari durante la gravidanza, con l’obiettivo di approfondire come le abitudini alimentari cambino durante la gravidanza con particolare riferimento all’intake proteico di origine animale e vegetale, il cui apporto è fondamentale soprattutto nel terzo trimestre, per la sintesi proteica e la crescita dei tessuti fetali.

Se si è interessati a dare un proprio contributo alla ricerca scientifica si può accedere al questionario, tramite il seguente link:

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeC9SD854ozTJtlo3EqMeotRr5bHH_2PlbPUdyEewTMuWn4Pg/viewform?usp=sf_link

La compilazione del questionario può essere effettuata previo consenso al trattamento dei dati coperti e tutelati dalla legge sulla privacy italiana e dal GDPR- regolamento generale sulla protezione dati, in vigore in tutti i paesi dell’unione europea dal 25 maggio 2018 (general data protection regulation, ufficialmente regolamento UE n. 2016/679).

Bibliografia e Sitografia

  1. B Koletzko, et al. Nutrition during pregnancy, lactation, and early childhood and its implications for maternal and long-term child health: the EarlyNutrition Project recommendations. Ann Nutr Metab. Author manuscript; available in PMC 2019 Jul 23.
  2. Lane, R.H. Fetal programming, epigenetics, and adult onset disease. Clin. Perinatol. 2014, 41, 815–831.
  3. Niño Cruz, G.I.; Ramirez Varela, A.; da Silva, I.C.M.; Hallal, P.C.; Santos, I.S. Physical activity during pregnancy and o spring neurodevelopment: A systematic review. Paediatr. Perinat. Epidemiol. 2018, 32, 369–379.
  4. Georgie, M.K. Nutrition and the developing brain: Nutrient priorities and measurement. Am. J. Clin. Nutr. 2007, 85, 614s–620s.