Lo svezzamento con prodotti biologici

Lo svezzamento è un momento molto delicato nella vita di un bambino e di tutta la sua famiglia, che molto spesso utilizza prodotti di natura biologica microbiologicamente controllati

di SILVIA GIANNATTASIO

Lo svezzamento è quella fase nello sviluppo di un bambino che prevede il passaggio graduale da una alimentazione fatta di solo latte materno (o latte in formula) ad una dieta costituita dagli alimenti solidi. In questi anni allo svezzamento di tipo tradizionale (fatto con le cosiddette “pappe” ridotte in forma omogeneizzata ed aiutando il bambino ad alimentarsi, imboccandolo) si è affiancato un nuovo tipo di alimentazione, il cosiddetto “autosvezzamento”, che prevede l’introduzione dei cibi in maniera più naturale mantenendone la forma e tagliati solo in forme più idonee al bambino, che da solo sperimenterà nuovi sapori e consistenze. Al di là del tipo di svezzamento che si intende seguire, un’altra grande scelta che la famiglia si trova a compiere è quella dell’utilizzo di prodotti industriali (omogeneizzati) oppure di alimenti freschi che vengono poi preparati appositamente per il bambino. In questa pletora di decisioni, ma anche di tanti dubbi spesso non supportati e spazzati via da specialisti del settore, ci si chiede se è consono utilizzare prodotti di natura biologica oppure fare affidamento a prodotti di uso comune. Bisogna innanzitutto precisare che i prodotti industriali per bambini, rispetto a quelli per gli adulti, sono sottoposti a controlli molto più rigorosi, e questo li rende maggiormente sicuri. Inoltre, scegliendo un cibo biologico (sotto forma di omogeneizzato oppure in formato normale) si può stare più sicuri in termini di controllo microbiologico e di limitazioni nel trattamento con sostanze che possono risultare dannose. Un esempio importante è dato dal glifosato, usato ampiamente come diserbante negli anni scorsi e considerato un agente probabilmente cancerogeno dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro; i prodotti biologici non vengono trattati con questo tipo di sostanze appunto.

Il rovescio della medaglia, però, prevede che questo tipo di alimenti ha un costo decisamente maggiore rispetto a quelli non biologici, e questo può incidere in maniera importante sul bilancio familiare, soprattutto nell’ottica di costruire tutta l’alimentazione del bambino con prodotti bio. In questo caso è fondamentale valutare il rapporto costo-beneficio soprattutto per quegli alimenti che sono presenti sia in forma biologica sia in forma non biologica, e magari optare per una spesa “intelligente” fatta di un mix di questi alimenti.

Sicuramente gli alimenti bio sono più controllati e più ricchi di sostanze nutritive mantenute inalterate proprio per il fatto che non vengono trattati con agenti chimici. Purtroppo, hanno un costo più elevato rispetto agli alimenti non biologici e questo può limitarne molto l’utilizzo.

Bibliografia

  • Maslin K., Venter C. Nutritional aspects of commercially prepared infant foods in developed countries: a narrative review. Nutr Res Rev, 2017, 30(1), 138-148. doi: 10.1017/S0954422417000038
  • babygreen.it
  • salute.gov
  • unicef.it