Ruolo della niacina in gravidanza

Benefici della supplementazione di niacina in gravidanza per madre e bambino, soprattutto nei casi di carenze nutrizionali materne

Di CLAUDIA ARCANGELI

Stile di vita ed alimentazione, già a partire dal periodo pre-concezionale, sono determinanti per la salute sia materna che fetale. Carenze ed eccessi alimentari durante il periodo della gestazione sono associati da una parte a disturbi della crescita e dello sviluppo neuromotorio del feto, e dall’altra all’aumento del rischio di malattie non trasmissibili.

L’importanza della niacina, meglio nota come vitamina B3, in gravidanza è stata largamente studiata, sull’importanza della sua supplementazione però ci sono opinioni contrastanti.

Uno dei principali usi della niacina è nel trattamento delle malattie metaboliche poiché la niacina, una volta trasformata nella sua forma biologicamente attiva, il NAD, aiuta a prevenire la disfunzione del tessuto adiposo locale, le alterazioni delle concentrazioni di adiponectina nel plasma e FFA ed eventualmente a normalizzare completamente l’insulino-resistenza. La diminuzione di NAD, che si verifica durante l’invecchiamento o per eccesso di nutrienti è il fattore scatenante della disfunzione mitocondriale e l’acquisizione di un fenotipo senescente in molte cellule e tessuti (l’accumulo di cellule senescenti in un organo può alterarne la funzione fino a comprometterla). La niacina è fortemente efficace nell’aumentare il livello di NAD nei tessuti, sia direttamente attraverso la sua sintesi, sia indirettamente attraverso il reclutamento di recettori della niacina e la regolazione della secrezione di adiponectina. Questo meccanismo è proprio quello che permette di proteggere il tessuto adiposo sottocutaneo nei nuovi nati prevenendo le malattie metaboliche di derivanza materna. La dieta ad alto contenuto calorico materno induce una disfunzione mitocondriale nelle madri senza però infiammazione e senescenza, mentre nei feti porta ad un aumento nella produzione di citochine infiammatorie e si rivela essere di fenotipo senescente; la supplementazione di niacina si è dimostrata efficace nella riduzione delle citochine infiammatorie e del fenotipo senescente.

La niacina è in realtà la descrizione generica di due vitameri: l’acido nicotinico e la nicotinammide. Le due molecole che compongono la niacina sono diversamente distribuite negli alimenti: l’acido nicotinico è presente nei vegetali, mentre la nicotinammide si trova nei tessuti animali. Tra tutti gli alimenti, i più ricchi in niacina sono la crusca di frumento ed il lievito di birra. La niacina assorbita dagli alimenti viene trasportata dal sangue alle cellule del nostro organismo e successivamente convertita nelle sue forme biologicamente attive: il NAD ed il NADP.

Il fabbisogno di niacina del corpo è soddisfatto non solo dall’acido nicotinico e dalla nicotinamminde presenti nella dieta, ma anche dalla conversione dalle proteine introdotte tramite la dieta contenenti il triptofano. La conversione di triptofano a niacina è di 1:60.

Per valutare lo stato di nutrizione vengono usati come indici i metaboliti escreti nelle urine, ed i loro cambiamenti nella concentrazione riflettono le loro attività enzimatiche, e quindi possono essere utilizzati come biomarcatori per valutare i cambiamenti nel percorso.  In gravidanza l’escrezione urinaria dei metaboliti MNA ed NA, rispetto allo stato non gravidico, aumenta notevolmente. Durante la gestazione, infatti, la somma degli MNA e dei NA escreti è, in media, del 125% della niacina ingerita; questo suggerisce che altre fonti di niacina e del suo precursore (il triptofano) sono disponibili nel corpo.

Risulta importante quindi, data l’aumentata escrezione dei metaboliti urinari durante la gestazione, la supplementazione di niacina, da realizzare sia mediante un’alimentazione bilanciata che attraverso l’utilizzo di integratori di vitamina B3, poiché si può evitare il calo di NAD e contribuire in modo decisivo alla salute del nascituro proteggendolo dall’insorgenza di malattie metaboliche di derivazione materna.