Covid-19 e sindrome di Kawasaki nei bambini: c’è una correlazione?

In questi giorni sui social media e sulle principali testate giornalistiche sta girando una notizia circa una possibile relazione tra il nuovo Coronavirus e la patologia di Kawasaki: cosa è vero e cosa no? Quali sono le fonti accertate?

di SILVIA GIANNATTASIO

In questo periodo stiamo assistendo ad una pandemia da Sars-COV-2, un nuovo tipo di Coronavirus che sta causando migliaia di morti in tutto il mondo. La maggior parte dei deceduti sono anziani oltre i 65 anni, con patologie pregresse e spesso obesi e/o con malattie metaboliche.

Anche i bambini risultano essere contagiati, anche se sembra in maniera più lieve. In questi giorni sta circolando in rete sui social media e sulle principali testate giornalistiche una notizia non ancora del tutto confermata e non ancora statisticamente significativa: risultano esserci dei casi di piccoli pazienti con sindrome di Kawasaki e positivi al COVID 19. La sindrome di Kawasaki è una vasculite periferica che colpisce durante l’infanzia e che può causare problemi cardiovascolari. È una patologia presente particolarmente nei paesi in via di sviluppo, e sembra sia associata a diversi casi di infezione virale e batterica.

La presenza di casi positivi con la sindrome di Kawasaki ha allertato le comunità scientifiche di tutto il mondo, specialmente quella inglese. Facendo una ricerca sui principali motori di ricerca di pubblicazioni scientifiche (Pubmed e Scholar) si trovano pochi case report, ed alcuni lavori non sono ancora in peer review.

Uno di questi ha evidenziato un caso di positività al Coronavirus che ha sviluppato sindrome di Kawasaki. La paziente, una bimba di 6 mesi, ha fatto vari accessi in pronto soccorso, con febbre alta, scarso appetito, irritabilità. Dopo due giorni di febbre ha sviluppato uno sfogo di natura eritematosa non pruriginoso. Test di laboratorio hanno evidenziato anemia ed elevata proteina c-reattiva, iponatriemia ed ipoalbuminemia. È stato poi fatto il tampone e, in attesa del responso, un rx al torace che ha evidenziato piccoli focolai di infiammazione. La bimba è risultata positiva al nuovo Coronavirus e con sindrome di Kawasaki, trattata secondo protocollo validato (una iniezione di immunoglobuline e trattamento con acido acetilsalicilico). È stato anche fatto un ecocardiogramma, che però non ha evidenziato anomalie. Successivamente è stata dimessa con obbligo di isolamento domiciliare. La paziente non ha mai sviluppato sintomi da coronavirus importanti, andando quindi a corroborare la teoria che nei bambini questa grave infezione risulta asintomatica o paucisintomatica. Tuttavia, bisogna comunque tener conto anche di altri sintomi, come ad esempio quelli gastrointestinali, frequenti nei bambini positivi.

La sindrome di Kawasaki risulta quindi essere un’altra possibile patologia collegata all’infezione da coronavirus, anche se ancora è necessario valutare più pazienti.

Bibliografia

McCrindle BW, Rowley AH, Newburger JW et al. (2017) Diagnosis, Treatment, and Long-Term Management of Kawasaki Disease: A Scientific Statement for Health Professionals From the American Heart Association. Circulation. doi: 10.1161/CIR.0000000000000484.

Jones VG, Mills M, Suarez D et al. (2020) COVID-19 and Kawasaki Disease: Novel Virus and Novel Case. Hosp Pediatr. doi: 10.1542/hpeds.2020-0123.