Nuovo Coronavirus & Psicopandemia: l’impatto psicologico da Covid-19

L’impatto psicologico della pandemia da “Nuovo Coronavirus” è assai preoccupante

di SIMONA FERRARO, VANESSA CAMODECA E FRANCESCA FABIOLA BIANCO

La quarantena, il distanziamento sociale, il lockdown, l’incertezza del futuro, anche più prossimo, stanno seriamente minando, da qualche mese, la salute mentale della popolazione mondiale.

Diversi studi hanno già mostrato come un rilevante numero di individui abbia manifestato una serie molto complessa di effetti psicologici, in seguito al dilagamento dell’infezione da “Nuovo Coronavirus” (Covid-19), con difficoltà di adattamento al nuovo stile di vita, sebbene la risposta individuale possa comunque risultare variabile.

Ad esempio, in Cina sono stati valutati l’impatto psicologico utilizzando la scala degli eventi (IES-R) e lo stato di salute mentale attraverso quella di depressione, ansia e stress (DASS-21), mostrando come la maggior parte degli intervistati ha riportato sintomi da moderati a gravi. Questo risultato, si pensa possa essere prevedibile anche nelle altre popolazioni, a causa della portata dell’evento.

Anche uno studio italiano ha cercato di valutare il disagio psicologico della popolazione generale, durante la prima fase della pandemia, attraverso un sondaggio online, che ha infatti mostrato come almeno il 38% della popolazione ha sperimentato un notevole malessere psicologico. Risultati simili sono stati osservati anche nei sondaggi online condotti sulla popolazione cinese.

Gli studi portati a termine fino a questo momento sottolineano però anche un altro aspetto e cioè che in una parte di popolazione non vi è attualmente alcun disagio psicologico rilevante, ma questo probabilmente per via della esposizione ancora relativamente breve alla pandemia, nonché alle caratteristiche individuali che promuovono la resilienza. Inoltre, è stato evidenziato come i maschi, in una certa misura, hanno meno probabilità di sviluppare sintomi psicologici di fronte ad un evento stressante. Infatti, un sondaggio condotto in Cina ad un mese dallo scoppio dell’epidemia da COVID-19, ha riportato sintomi da stress post-traumatico più rilevanti nelle donne. Da questo studio si evince inoltre che, individui ciclotimici e quindi con alterazioni del tono dell’umore, potrebbero avere maggiori probabilità di soffrire in modo più rilevante degli effetti dell’epidemia da COVID-19, percependo le misure di contenimento come maggiormente angoscianti e di sperimentare un più marcato effetto negativo in risposta all’isolamento sociale.

Nella maggior parte degli studi esaminati, riguardanti l’impatto psicologico da covid-19, gli effetti negativi riportati vedono sintomi da stress-post traumatico, confusione e rabbia. I fattori di stress includono una maggiore durata della quarantena, la paura di possibili infezioni, frustrazione, noia, uso di dispositivi di sicurezza inadeguati con perdite finanziarie rilevanti e ripercussioni a lungo termine, anche nei soggetti distanti dai focolai. Tutto ciò senza trascurare l’effetto nel tempo sulla psiche dei più piccoli. I bambini e i giovani rappresentano il 42% della popolazione mondiale, che va con ogni mezzo tutelata, ad esempio, attraverso l’ausilio di attività ricreative volte ad infondere una maggiore sicurezza e spensieratezza.

Fetta importante della popolazione, colpita da un così grave stress psicologico, riguarda quella degli operatori sanitari, in prima linea contro l’epidemia. In virtù di ciò, vi è la forte necessità per i funzionari della pubblica sanità, di considerare in che modo gli effetti psicologici possano variare in essi, nelle varie fasi della pandemia e capire come queste persone si relazionano tra di loro, per supportarle al meglio in circostanze in cui gli stati mentali sono mutevoli e quindi minati.

È fondamentale, perciò, rilevare possibili predittori dell’impatto psicologico della pandemia, al fine di attuare strategie di intervento tempestivo. È stato ipotizzato che il temperamento e l’attaccamento dei soggetti possano influenzare il grado di sofferenza psicologica percepita durante la pandemia da COVID-19.

Poiché le misure di contenimento, incluso l’autoisolamento e il distanziamento sociale, hanno un forte impatto sulla vita quotidiana della popolazione generale e possono influire negativamente sul benessere psicologico, la sezione di Nutrizione Clinica e Nutrigenomica della Scuola di Specializzazione in Scienza dell’alimentazione di Roma Tor Vergata ha messo a punto uno specifico questionario per esaminare le relazioni temporali tra le risposte comportamentali ed emotive nei confronti della pandemia da Covid-19.

Bibliografia

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