Strategie in tempo di Covid-19 tra bambini e cibo

Se la quarantena, in programma fino al prossimo 4 maggio, è risultata per lo più stressante e frustrante per gli adulti, per i più piccoli è stato ancora di più in quanto non completamente consapevoli delle ragioni del repentino cambio di stile di vita

di SILVIA BASSI

È in programma ancora per altre due settimane, fino al prossimo 4 maggio, l’isolamento sociale resosi irrinunciabile per debellare il diffondersi del corona virus. La quarantena, che dura ormai dallo scorso 9 marzo, è stata psicologicamente molto dura per le famiglie costrette ad una routine quotidiana totalmente ribaltata rispetto alle abitudini di sempre. Se la quarantena è risultata per lo più stressante e frustrante per gli adulti, per i bambini lo è stato ancora di più in quanto non completamente consapevoli delle ragioni del repentino cambio di stile di vita.

Per i bambini, infatti, le relazioni sociali, il movimento e l’esplorazione del mondo circostante sono parti integrante per lo sviluppo e per la crescita. Rinchiusi dentro casa i bambini possono manifestare, in modalità diverse, il loro disagio, più o meno significativo, ad esempio manifestano forte irritabilità, pianto eccessivo, insonnia, inappetenza o voracità, ma anche regressioni a comportamenti più infantili (bagna il letto, è tornato a dormire con i genitori, etc). Secondo vari esperti in età evolutiva (pediatri, psicologici infantili e pedagogisti) questi campanelli di allarme espressi dai bambini sono stati determinati da un aumento di stress che potrebbe rappresentare una normale risposta allo stato non ordinario di isolamento.

Un particolare effetto negativo della costrizione della quarantena è quello dell’aumento del peso in quanto, non solo per gli adulti, ma anche per i bambini l’attività fisica è fondamentale. Sentono il bisogno di scaricare la tensione e le energie, ma dentro casa, spesso di modeste o medie dimensioni e con più persone, non sempre tutto ciò è possibile vista l’impossibilità di andare anche in un parco.

Non è solo però l’impossibilità di un’attività fisica a determinare un aumento di peso tra i bambini, ma anche un’alimentazione non corretta. Infatti, soprattutto nelle attuali circostanze determinate dalla presenza del Covid-19, può capitare spesso che i capricci, l’inappetenza o se il bambino ha sempre fame e mangia più del solito e del dovuto, siano un campanello di allarme del disagio provocato dalla quarantena.

Il cibo non ha solo una funzione nutritiva ma in vari casi anche di consolazione, non solo, quindi, per fame, bensì per colmare altre mancanze. Nel caso il bimbo mangiasse più del dovuto, sarebbe buona norma spostare la sua attenzione su altre cose che gli piace di fare. Si ottiene in tal modo un duplice effetto: nutrirlo con le giuste porzioni e al tempo stesso fargli sentire ancora di più la nostra presenza e che lo amiamo.

Altra buona attività è il coinvolgimento dei bambini nel preparare le pietanze in quanto essi provano un particolare piacere nel mangiare o bere cibi e bevande preparato da loro stessi. Cucinare non sono stimola le abilità manuali nel preparare, ad esempio, le polpette manipolando e dosando gli ingredienti, ma è anche un modo per spiegare loro l’utilità del giusto cibo e delle sue proprietà nutrizionali.

Può succedere che il bambino non sia invogliato a mangiare e allora anche qui si mettono in atto strategie per farlo desistere. Evitare di forzare i bambini a mangiare infilandogli in cibo in bocca quando non ne ha voglia: il rischio è quello di creare molta negatività associata al pasto rendendo il momento dello stare tutti insieme a tavola molto sgradevole per i più piccoli. Altra strategia è quello di coinvolgerlo non solo nella scelta del menù ma anche nella stessa preparazione delle pietanze che più preferisce consumare. Da non dimenticare che i pasti sono un’esperienza sociale e che anche in quei momenti il bambino apprende ciò che vede. Nel mangiare insieme si può incoraggiare il bambino ad assaggiare pietanze che in precedenza tendeva a rifiutare.