Iodio e selenio, essenziali per natura

Perché la micro-supplementazione a base di Iodio e Selenio è importante per la salute della tiroide in caso di patologia autoimmune

di ALDA ATTINÀ

 Parte dello spettro delle patologie croniche autoimmuni che interessano la ghiandola tiroidea è la Tiroidite di Hashimoto (TH). La TH è associata a vari gradi di ipofunzionalità ghiandolare, alla produzione di anticorpi e infiltrazione linfocitaria. La prevalenza della TH interessa maggiormente le donne con età intorno ai 45-55 anni. Sebbene il meccanismo di distruzione a carico della ghiandola non sia ancora esattamente chiarito, la TH è un disordine che interessa le cellule-T causato da fattori genetici e ambientali. La terapia di prima linea è la sostituzione con levotiroxina sintetica. Studi in letteratura rilevano una linearità con altre condizioni cliniche tra cui vitiligine, sindrome celiaca, diabete mellito tipo 1 e sclerosi multipla.

Lo Iodio è un micronutriente fondamentale per la produzione degli ormoni tiroidei. È suggerito un intake di iodio di 150 ug al giorno, che aumenta di 100 ug in caso di gravidanza e allattamento. I cibi che contengono iodio sono i prodotti della pesca tra cui i crostacei, il pesce ad alto tenore in grassi come tonno e salmone (pref. selvaggi), nonchè prodotti lattiero-caseari come yogurt, latte vaccino e uova; tra i prodotti vegetali, i frutti rossi a bacche contengono elevate quantità del minerale. Se da un lato, lo iodio è in grado di supportare la funzione della tiroide, una recente review condotta da medici internisti in Grecia (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28315909), ha mostrato come un eccesso di iodio possa provocare un aumento del fenomeno autoimmune. L’apoptosi delle cellule follicolari è causata da una soppressione dell’autofagia indotta da un eccesso di Iodio che coinvolge l’attivazione dell’asse Akt/mTOR – Specie reattive dell’ossigeno. Un’altra via metabolica potrebbe essere influenzata da un eccesso del minerale che stimola la produzione del fattore di necrosi tumorale con recettore specifico nel tessuto tiroideo. A ragione di quanto indicato, è opportuno formulare una dieta normo-iodica per i pazienti con TH ed eventualmente valutarne un apporto più elevato in caso di gravidanza o allattamento.

Accanto allo iodio, altro microcomponente cui si pone l’attenzione nel mantenimento della funzione tiroidea, è il Selenio. Affascinante minerale con pleiotropiche proprietà antiossidanti e antiinfiammatorie. Basti pensare al glutatione perossidasi e alla tioredossina reduttasi, seleno-enzimi che giocano un ruolo fondamentale nell’omeostasi ormonale. Un adeguato livello di Selenio è in grado di modulare la risposta infiammatoria e l’autoimmunità a carico della ghiandola, aumentando i livelli di glutatione perossidasi e di tioredossina reduttasi diminuendo il livello di perossido di idrogeno. Il livello dei seleno-enzimi aiuta a mantenere l’integrità delle membrane cellulare contro lo stress ossidativo provocato dalle specie reattive dell’ossigeno. Inoltre, gli enzimi che convertono il T4 in T3 lavorano efficientemente solo se garantita una adeguata assunzione di selenio. I soggetti seleno-deficienti presentano di solito alti livelli di T4 con TSH normale.

Un adeguato intake/die di Selenio è considerato tra i 55-75 ug da fonti naturali come frutta secca, semi oleosi, funghi e prodotti della terra che a sua volta deve essere ricca nell’elemento. Altre fonti animali sono i prodotti della pesca come crostacei e pesce azzurro, carni da libero pascolo. La forma biodisponibile del minerale è la selenometionina e la sua integrazione è risultata efficace in pazienti con adeguato intake di iodio. Studi recenti in letteratura hanno evidenziato come la supplementazione del selenio deve avvenire solo in caso di adeguato dosaggio sierico di iodio, in caso contrario una doppia supplementazione potrebbe risultare inefficace e in certi casi apportare complicanze.

Una corretta assunzione di microelementi in caso di TH deve essere garantita al fine di controllare i pathways infiammatori e autoimmuni a carico della tiroide. È importante sottolineare che, una supplementazione esterna con integratori dovrebbe essere considerata come accessoria e da abbinare al basilare apporto di minerali con gli alimenti.

Bibliografia

Liontiris MI, Mazokopakis EE. A concise review of Hashimoto thyroiditis (HT) and the importance of iodine, selenium, vitamin D and gluten on the autoimmunity and dietary management of HT patients.Points that need more investigation. Hell J Nucl Med. 2017 Jan-Apr;20(1):51-56. doi: 10.1967/s002449910507. Epub 2017 Mar 20. Review. PubMed PMID: 28315909. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28315909