Pandemia da Covid-19: il killer silenzioso che sta scuotendo il mondo

Parente stretto di SARS-CoV e MERS-CoV, il nuovo Coronavirus è ormai un’emergenza mondiale

di SIMONA FERRARO

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), le malattie virali continuano ad emergere, rappresentando per questo motivo un grave e costante problema per la salute pubblica.

L’11 Marzo 2020 l’OMS dichiara la “Pandemia da Nuovo Coronavirus” (Covid-19: ove “CO” sta per corona, “VI” per virus, “D” per disease e “19” indica l’anno in cui si è manifestata), un termine sconosciuto ai molti che si apprestano a vivere questo nuovo e terribile scenario.

I Coronavirus (CoV) causano principalmente infezioni enzootiche negli uccelli e nei mammiferi ma, negli ultimi decenni, hanno dimostrato di essere in grado di infettare anche l’uomo. 

La comparsa di nuovi virus patogeni per l’uomo, precedentemente circolanti solo nel mondo animale, è un fenomeno ampiamente conosciuto (chiamato spill over o salto di specie) e si pensa che possa essere alla base anche dell’origine del nuovo Coronavirus (SARS-CoV-2). Al momento la comunità scientifica sta cercando di identificare la fonte dell’infezione.

Negli ultimi vent’anni, sono state registrate diverse epidemie virali nell’uomo, come la Sindrome Respiratoria Acuta Grave (SARS-CoV) nel 2002-2003 e l’influenza H1N1 (nota anche come “Influenza Suina”) nel 2009. Più di recente, la Sindrome Respiratoria del Medio Oriente (MERS-CoV) è stata identificata per la prima volta in Arabia Saudita (anno 2012).

Nel dicembre 2019 un focolaio senza precedenti, di polmonite ad eziologia sconosciuta, si propaga nella città di Wuhan, nella provincia di Hubei in Cina. Vista la difficile identificazione dell’agente causale, questi primi casi furono classificati come “polmonite ad eziologia sconosciuta“.

Il nuovo Coronavirus è un betacoronavirus chiamato SARS-CoV-2 che colpisce il tratto respiratorio inferiore e si manifesta con polmonite bilaterale nell’uomo, come mostrato dalla tomografia assiale computerizzata (TAC) dei pazienti.

I sintomi più comuni sono febbre, stanchezza e tosse secca. Alcuni possono presentare indolenzimento muscolare, congestione nasale, naso che cola, mal di gola o diarrea. Questi sintomi sono generalmente lievi e iniziano gradualmente. Altri si infettano, ma restano invece asintomatici. Nei casi più gravi, l’infezione può causare polmonite, con sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e morte.

Generalmente i sintomi restano lievi nei bambini e nei giovani adulti, e a inizio lento, anche se questo non esclude casi gravi in persone di giovane età. Circa 1 persona su 5 con COVID-19 si ammala gravemente e presenta difficoltà respiratorie, richiedendo il ricovero ospedaliero e la ventilazione assistita.

Le persone anziane e quelle con polipatologie, quali ipertensione, problemi cardiaci o diabete e i pazienti defedati e immunodepressi (per patologia congenita o acquisita o in trattamento con immunosoppressori) hanno maggiori probabilità di sviluppare forme gravi di malattia.

Il periodo di incubazione rappresenta il periodo di tempo che intercorre fra il contagio e lo sviluppo dei sintomi clinici. Si stima attualmente che vari fra 2 e 11 giorni, fino ad un massimo di 14 giorni.

Il nuovo Coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con una persona positiva. La via primaria di trasmissione sono le  “goccioline di Flugge” del respiro tramite saliva (starnutendo o tossendo), mani (ad esempio toccando bocca, naso o occhi), ma in rari casi, il contagio può avvenire anche attraverso contaminazione fecale per la presenza di questo nelle acque reflue.

Normalmente le malattie respiratorie non si trasmettono con gli alimenti, che comunque devono essere manipolati rispettando le buone pratiche di igiene ed evitando il contatto fra alimenti crudi e cotti.

Diversi studi sono in corso per comprendere meglio le modalità di trasmissione del virus, lo spettro clinico della malattia, la nuova diagnostica e le strategie di prevenzione e terapia.

Rimangono però ancora molte incertezze sia sull’interazione virus-ospite che sull’evoluzione dell’epidemia, con specifico riferimento ai tempi in cui l’epidemia raggiungerà il suo apice.

La situazione internazionale vede al 16 marzo 2020, 153.648 casi confermati nel mondo dall’inizio dell’epidemia con 5.746 morti in 146 Paesi o regioni.

Al momento, le strategie terapeutiche per affrontare l’infezione sono solo di supporto e la prevenzione volta a ridurre la trasmissione nella comunità è la nostra arma migliore. Misure di isolamento aggressive in Cina hanno portato ad una progressiva riduzione dei casi negli ultimi giorni. In Italia, specie, nelle regioni geografiche del nord della penisola, le autorità politiche e sanitarie stanno compiendo sforzi incredibili per contenere un’onda d’urto che sta mettendo a dura prova il sistema sanitario nazionale.

Gli scienziati di tutto il mondo stanno lavorando instancabilmente affinché si trovi una cura adeguata e anche l’Italia sta facendo molto in tal senso.

Ad oggi però l’unica certezza è quella di limitare i contagi, e tramite l’uso di dispositivi quali mascherine, guanti monouso e gel igienizzanti a base alcolica, e attraverso la limitazione dei contatti interumani. Ecco perché ognuno di noi deve contribuire con grande senso civico e forte buonsenso, affinché queste misure di contenimento possano dare i risultati sperati.

Bibliografia

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