Cibo e depressione

Il junk food eccita il cervello aumentando lo stato di depressione del paziente, quale cibo prediligere per stare meglio?

di VANESSA CAMODECA

La modernizzazione nel corso dell’ultimo secolo ha portato all’urbanizzazione unita a modifiche degli stili di vita e delle abitudini alimentari. Nella stessa era, gli sviluppi industriali hanno reso più semplice soddisfare i requisiti richiesti degli alimenti trasformati rendendoli soprattutto più appetibili ai giovani consumatori. Infatti soprattutto gli adolescenti ormai seguono diete di scarsa qualità che includono alte assunzioni di junk food e bevande zuccherate con basse assunzioni di frutta e verdura. 

Gli alimenti industrializzati però non contengono abbastanza micronutrienti quali vitamine e minerali che risultano indispensabili per proteggere il nostro organismo dai danni cellulari.

Essi sono spesso ricchi di acidi grassi trans che aumentano i livelli di colesterolo LDL che va ad intasare le arterie, sono poveri di fibre le quali sono utili invece a rallentare l’assorbimento degli zuccheri regolarizzando l’alvo e riducendo pertanto il tempo di contatto tra feci e parete intestinale.

Contengono spesso nitrati ed emulsionanti che portano alla formazione di sostanze cancerogene, contengono più sale favorendo l’ipertensione con conseguenti problemi cardiovascolari e sono spesso addizionati di zuccheri che possono avere effetti devastanti sul metabolismo.

Quindi non risultano solo privi di nutrienti ma apportano anche molte“calorie vuote” a differenza dei cibi naturali.

Infine portano a dipendenza poichè la natura appagante di questo tipo di cibi causa il rilascio di dopamina che induce una perdita di controllo da parte del nostro cervello.

Tuttavia, i consumatori oggi hanno a disposizione una miriade di informazioni che possono  indirizzare verso un’alimentazione corretta, prediligendo alimenti poco trasformati come ad esempio frutta e verdura.

È stato visto che il ruolo di una dieta adeguatamente bilanciata può aiutare nella prevenzione e nel trattamento dei disturbi mentali, mentre frutta e verdura con un alto contenuto di nutrienti possono essere importanti nel caso di disturbi depressivi. Alcuni studi pubblicati hanno concluso che seguire una dieta adeguatamente bilanciata consente di mantenere un benessere migliore e ridurre il rischio di disturbi mentali negli adolescenti e negli studenti (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31906271).

Il meccanismo della loro influenza sulla salute mentale è ancora sconosciuto ma va indicato che tra gli studi inclusi, alcuni hanno evidenziato non solo l’effetto di frutta e verdura in generale ma anche l’influenza di alcuni tipi specifici quali verdure a foglia verde, insalata verde e pomodori, in particolare banane, mele, agrumi, bacche, pompelmo, kiwi, carote e cetrioli.  

Gli studi hanno riguardato principalmente la depressione e i sintomi depressivi ma anche altre caratteristiche che vanno dal benessere generale e mentale, alla qualità della vita, alla qualità del sonno, alla soddisfazione della vita, all’umore, alla curiosità, alla creatività, all’ottimismo, all’autostima, allo stress, al nervosismo o felicità, all’ansia, ai disturbi psichiatrici minori, all’angoscia fino al tentato suicidio. I risultati più importanti hanno indicato quindi che un elevato apporto totale di frutta e verdura può promuovere livelli più elevati di ottimismo oltre a ridurre il livello di stress psicologico con protezione dal rischio di cancro e dai sintomi depressivi. Del resto frutta e verdura sono anche alimenti base di quella che è la nostra dieta Mediterranea considerata Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, secondo la quale ne dovremmo assumere almeno cinque porzioni al giorno.