Dieta e mal di testa. Una possibile strategia vincente

La cefalea, più comunemente nota come “mal di testa”, è una patologia molto comune, che influenza negativamente la qualità della vita del paziente

di SIMONA FERRARO

Esistono numerose forme di mal di testa, la cui diffusione ha subito un notevole incremento soprattutto negli ultimi anni, probabilmente a causa di una maggior presenza di sostanze inquinanti e uno stile di vita sempre più “stressante”. Tra le forme di mal di testa l’emicrania è quelle più nota. La sua prevalenza globale come forma di mal di testa primario è stata stimata intorno al 14,4% in entrambi i sessi. 

L’emicrania è stata classificata come il tipo di mal di testa a più alto contributo di disabilità nella popolazione con età inferiore ai 50 anni in tutto il mondo. Sono state condotte ricerche approfondite per chiarire i meccanismi patologici dell’emicrania e sebbene permangano diverse incertezze, è stato indicato che la disfunzione vascolare, la depressione da diffusione corticale (CSD), l’attivazione della via trigeminovascolare, lo stato pro-infiammatorio e ossidativo possano svolgere un ruolo chiave nella generazione delle crisi di emicrania.  Le conoscenze sui meccanismi fisiopatologici dell’emicrania dovrebbero essere integrate in un approccio terapeutico multimodale per migliorare la qualità di vita dei pazienti. Al riguardo, nell’ambito degli studi integrativi sulla salute cresce l’interesse per gli interventi dietetici, sebbene il numero di studi riguardanti gli effetti della dieta sul mal di testa/emicrania non è ancora molto grande e soprattutto in via sperimentale. Secondo i risultati attuali, una dieta a basso contenuto di carboidrati pare possa svolgere un ruolo nella neuroprotezione, migliorare la funzione mitocondriale e il metabolismo energetico, compensando la disfunzione serotoninergica, diminuendo i livelli del CGRP (peptide correlato al gene della calcitonina) e sopprimendo la neuro-infiammazione.  Inoltre, esiste una stretta correlazione tra obesità e mal di testa, inclusa l’emicrania, per via di meccanismi infiammatori e di una irregolare funzionalità ipotalamica. Pertanto, l’applicazione di strategie dietetiche volte alla perdita di peso potrebbe senz’altro migliorare il mal di testa e quindi le crisi di emicrania. Un altro importante intervento dietetico che potrebbe essere efficace nel miglioramento del mal di testa/emicrania è quello legato all’assunzione di acidi grassi essenziali della classe omega-3 ripristinando il giusto rapporto con gli acidi grassi omega-6, in quanto essi influenzano le risposte infiammatorie, la funzione piastrinica e la regolazione del tono vascolare.  Anche le “diete di eliminazione” di specifiche sostanze “trigger” nello scatenamento degli attacchi di mal di testa/emicrania, pare possano essere efficaci in pazienti con sensibilità alimentari. Nel loro insieme, gli approcci dietetici potrebbero quindi essere considerati strategie efficaci sia nel trattamento che nella profilassi del mal di testa/emicrania. Diversi studi sono attualmente in corso d’opera e si spera possano al più presto indicare quale sia la giusta strada da intraprendere nel prossimo futuro.

Bibliografia

Razeghi Jahromi S, Ghorbani Z, Martelletti P., Lampl C , Togha M and On behalf of the School of Advanced Studies of the European Headache Federation (EHF-SAS),  Association of diet and headache, The Journal of Headache and Pain, 14 nov 2019