La qualità dei grassi in chetosi

Se scelti con cura, i grassi, garantiscono un miglior profilo nutrizionale delle dietoterapie chetogenica

di MARCO MARCHETTI

Una “dieta” chetogenica è spesso ricca di grassi e la qualità dell’apporto lipidico risulta determinate per la proprietà nutrizionali di tutta la dietoterapia.

Con il termine lipidi vengono identificate una vasta gamma di molecole organiche che possono essere suddivise in base alla loro struttura chimica ed alle loro funzioni fisiologiche. Particolarmente interessanti dal punto di vista nutrizionale sono il colesterolo e gli acidi grassi. 

Il colesterolo è un elemento strutturale fondamentale delle membrane cellulari e funge, tra l’altro, da precursore per moltissimi ormoni. Il suo apporto deve essere mantenuto all’interno di determinati range poiché può ad accumularsi nei vasi e l’eccessiva presenza di alcune sue frazioni è addirittura considerata un fattore diagnostico di rischio cardiovascolare.

Gli acidi grassi hanno struttura e funzione diversa tra loro, ma si possono sommariamente distinguere in saturi, mono insaturi e poli insaturi.

Scrivendo una dietoterapia, il rapporto degli introiti dei singoli acidi grassi dovrebbe essere valutato con attenzione, tenendo, ad esempio, in debita considerazione l’attività antinfiammatoria delle serie omega tre.

La scelta delle fonti lipidiche diventa, quindi, un passo fondamentale per prevenire, tra l’atro, l’insorgenza di patologie cronico degenerative ed in buona sostanza una migliore qualità nutrizionale della alimentazione.

Prediligere fonti lipidiche ricche di acidi grassi mono e poli insaturi rende tutta la dieta estremamente più salutare.

Valide fonti di acidi grassi mono insaturi sono, ad esempio, l’olio di oliva EVO, mentre i grassi polinsaturi possono essere rintracciati in alcune specie di pesce come il salmone ed il pesce azzurro di piccola taglia, oppure in molti semi come quelli di lino.

In chetosi l’apporto lipidico è percentualmente rilevante e la scelta delle fonti lipidiche è un passo fondamentale poiché qualità dei grassi assunti può garantire un elevato profilo nutrizionale della intera dietoterapia.

Illuminante, sotto questo aspetto, risulta essere uno studio pubblicato da parte del dipartimento di Biomedicina e prevenzione dell’università di Roma Tor Vergata: A Hazelnut-Enriched Diet Modulates Oxidative Stress and Inflammation Gene Expression without Weight Gain di Di Renzo et All.

In questo studio è stato dimostrato come l’apporto di grassi proveniente dall’aggiunta di 40g al giorno di nocciole non abbia comportato un aumento di peso ma sia stato associato addiversi miglioramenti dei profili metabolici.

L’apporto di nocciole infatti ha prodotto una notevole riduzione dei profili infiammatori e, di alcuni fattori di rischio cardiovascolare.

Gli autori fanno però rilevare che non tutte le nocciole sono però uguali. Gli effetti benefici delle nocciole sull’infiammazione sono dovuti al contenuto di vari nutrienti e sostanze bioattive ma il loro profilo biochimico dipende, ad esempio, dalla cultivar e dal paese di origine. Il motivo per cui una dieta ricca di nocciole ha effetti benefici sulla salute è dovuto al loro alto contenuto di MUFA, PUFA, fibre, α-tocoferolo, fitosteroli, composti fenolici, magnesio, rame e selenio. Questi macro e micro nutrienti devono essere quindi recenti nelle nocciole somministrate. Da qui l’importanza della scelta della corretta cultivar.

In una terapia chetogenica, l’apporto di lipidi di alta qualità nutrizionale dovrebbe essere sempre garantito. Andrebbero sempre privilegiate fonti quali olio EVO, frutta secca e pesce specialmente se ricchi di omega 3 mentre, allo stesso tempo, dovrebbero essere limitati il consumo di acidi grassi saturi come quelli che si possono trovare nella carne e nel burro.

Esistono però dei distinguo. Moderate assunzioni di acidi grassi saturi ma a catena corta sono auspicabili, cosi come esistono razze di suino allevate ed alimentate in modo ottimale capaci di fornire elevate quantità di acidi grassi polinsaturi. Districarsi tra i vari alimenti è difficile. Devono essere tenute in considerazione la quantità di calorie, la quantità di macronutrienti, la qualità dei macronutrienti, e, di conseguenza, le corrette fonti nutritive. In un protocollo chetogenico oltretutto, la scelta risulta ancora più complessa. Per questo motivo è bene affidarsi ad un professionista esperto in chetosi che saprà valutare ed indicare i giusti apporti. Perché se scrivere un protocollo di chetosi è relativamente semplice, redigere una dietoterapia chetogenica salutare è tutt’altra faccenda.