Le scienze -omiche per la prevenzione delle malattie croniche

Prevenzione della malattia cronica nel 21 ° secolo: questo lo slogan mondiale per l’eliminazione delle principali cause prevenibili di disabilità e morte

di GIULIA BIGIONI

Sebbene gli aumenti intermittenti degli stati di infiammazione siano fondamentali per la sopravvivenza, per la risposta a lesioni fisiche e infezioni, recenti ricerche hanno rivelato che alcuni fattori sociali, ambientali e di stile di vita possono promuovere un’infiammazione cronica sistemica (SCI).Questa  a sua volta può portare a diverse malattie che rappresentano collettivamente il principale cause di disabilità e mortalità in tutto il mondo, come l’obesità, le malattie cardiovascolari, il cancro, il diabete mellito, le malattie renali croniche, le epatopatie non alcoliche e le patologie autoimmuni e neurodegenerative.

Diversi fattori di rischio promuovono questo fenotipo dannoso per la salute, tra cui, oltre la predisposizione individuale, e quindi della componente genetica dell’individuo, le infezioni, l’inattività fisica, la cattiva alimentazione, gli elementi tossici ambientali e industriali, lo tress psicologico.

L’OMS ha evidenziato come sei fattori di rischio modificabili (ipertensione arteriosa, iperglicemia, sovrappeso, obesità, consumo di zuccheri semplici e consumo di acidi grassi saturi) legati ad errate abitudini alimentari causano il 19% dei decessi su scala globale.

La valutazione dell’importanza della salute pubblica è stata ostacolata dalla mancanza di metodi comuni per studiare l’onere globale a livello mondiale.

Nei paesi sviluppati, la SCI porta a cardiopatia ischemica, depressione maggiore unipolare e malattie cerebrovascolari. La malnutrizione rappresenta il fattore di rischio responsabile della maggiore perdita di anni di vita in assenza di disabilità (15,9%), seguita da una scarsa fornitura di acqua, servizi igienico-sanitari e igiene personale (6,8%).

E’ necessario, quindi, individuare nuove strategie per far avanzare la diagnosi precoce, la prevenzione e il trattamento della SCI.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31806905-chronic-inflammation-in-the-etiology-of-disease-across-the-life-span/

L’approccio clinico tradizionale prevede l’adozione di strategie terapeutiche quando la malattia è conclamata; tuttavia, la migliore strategia terapeutica per le malattie cronico-degenerative è la prevenzione primaria attuata dal paziente stesso, per modificare quanto più possibile il proprio stile di vita per evitare l’instaurarsi di situazione potenzialmente pericolose. L’analisi del rischio individuale risulta quindi, la prima e più importante strategia terapeutica per poterle evitare. Per contribuire a far fronte all’onere delle malattie croniche, sono possibili quattro strategie trasversali: (1) epidemiologia e sorveglianza per monitorare le tendenze e informare promuovere programmi informativi; (2) approcci ambientali che promuovono la salute e supportano comportamenti sani; (3) interventi sul sistema sanitario per migliorare l’uso dei servizi clinici e di prevenzione efficaci; e (4) risorse comunitarie collegate a servizi clinici che supportano una migliore gestione delle condizioni croniche. Con l’emergere delle scienze “omiche” (genomica, proteomica, metabolomica) si è  assistito alla formulazione sempre più efficace di un concetto preventivo nei riguardi delle malattie cronico-degenerative.

La nuova vision è rappresentata dalla Medicina personalizzata, predittiva, preventiva e partecipatoria (4P), più efficace per il paziente e molto più conveniente a livello di costi sanitari.