Allattamento al seno

Il latte materno non è solo un alimento, ha anche importanti proprietà antibatteriche e antinfiammatorie

di GIULIA BIGIONI

Pochi giorni fa abbiamo toccato l’argomento su questa testata e torniamo adesso a parlarne, del latte materno e degli infiniti benefici legati al suo sempre più consigliabile utilizzo. L’allattamento al seno, avevamo visto, oltre a fornire al neonato un alimento sano ha un impatto ambientale non indifferente, come riportato sull’articolo del The British Medicine Journal da autorevoli esperti del settore. (7 Ottobre 2019, Patto in Cucina Magazine, “Il latte materno è un alimento sano e a zero spreco”).

Ma non sono solo gli aspetti salutari a consigliarne il suo utilizzo, come suggerito dal recente studio apparso su Scientific Reports. Il gruppo di scienziati coordinati da Donald Leung, del National Jewish Health a Denver in Colorado ha studiato le proprietà di una sostanza presente nel latte materno, conosciuta come glicerolo monolaurato, monolaurina o più semplicemente identificata dalla sigla GML, nota per le proprietà antibatteriche e sembrerebbe anche antinfiammatorie.

Nel latte umano è presente un quantitativo 20 volte superiore di GML (3000 ug/mL) rispetto al livello del latte vaccino e questa sostanza è praticamente assente in alcune formulazioni di latte artificiale. Le proprietà antibatteriche di questa sostanza sono poi state evidenziate nei confronti di diverse specie batteriche come lo Stafilococco aureus, Bacillus subtilis, Clostridium perfringens e Escherichia coli, verso le quali il latte vaccino ha una scarsa o assente attività.

Lo studio sperimentale ha poi messo in evidenza come le proprietà antibatteriche si perdono qualora venga privato chimicamente il latte intero dal GML. Ma non è solo l’attività antibatterica ad aver stimolato la curiosità degli scienziati. In studi di laboratorio sono state messe in evidenze importanti proprietà antiinfiammatorie del latte materno, si è visto che il composto CML presente nel latte umano contribuisce a ridurre la produzione di importanti mediatori dei processi infiammatori come ad esempio l’interleuchina-8.

L’attività antibatterica quindi è strettamente legata anche alle proprietà antiinfiammatorie del latte materno che non possono che contribuire favorevolmente alla salute dei piccoli, e non ultimo l’importante contributo sulla modulazione della composizione batterica del microbiota intestinale, che trova nel latte materno il suo principale alleato.

Gli autori stanno lavorando all’ipotesi di utilizzare il GML come integratore nel latte vaccino e artificiale al fine di trasferirne le benefiche proprietà del latte materno, sempre che siano dettate solo dalla chimica. Nel loro insieme questi dati ci spingono a considerare sempre di più l’allattamento al seno la scelta da preferire a tutte le altre per la salute dei più piccoli, che dal loro punto di vista, anche se non ancora in grado di verbalizzarlo, si troverebbero sicuramente d’accordo con le nostre scoperte da adulti.

Scientific Reports (2019) 9:14550; https://doi.org/10.1038/s41598-019-51130-y