La sostenibilità

Avere degli obiettivi di sostenibilità permette all’uomo di vivere rispettando “l’ecological footprint”

di VANESSA CAMODECA

Oggigiorno si è di fronte ad una crisi climatica, questo è innegabile. Greta Thumberg ha affermato che “il mondo si sta svegliando e che il cambiamento sta arrivando”. Ma è davvero così? Si è davvero disposti a rinunciare al progresso per salvare il salvabile e rendere il mondo più sostenibile? Per Sostenibilità si intende un processo di moderazione del consumo della risorsa e quindi uno stato di benessere che dipende dallo stato di salute e dal grado di sfruttamento delle risorse naturali. Sostenibilità deriva dal latino sustinere ossia mantenere (resistere e sopportare), essa rappresenta un fenomeno cronico che viene definito dalle dimensioni: Economica, Sociale ed Ambientale. Alla base della sostenibilità vi è l’antitesi di sviluppo sostenibile, che prevede una strategia per perseguire uno sviluppo economico e sociale che non rechi danno all’ambiente e alle risorse naturali dalle quali dipendono il proseguimento dell’attività umana e lo sviluppo delle generazioni future, garentendo maggiore equità tra paesi ricchi e paesi poveri. Nel congresso mondiale sulla Nutrizione tenutosi a Rio de Janeiro parlando di sviluppo sostenibile l’ONU ha sancito l’unione di due elementi portanti: lo sviluppo che rispetta l’ambiente e rimane nei limiti delle capacità rigenerative degli ecosistemi ed il senso di responsabilità verso le generazioni future. Nell’ultimo decennio per la salvaguardia del nostro pianeta, la Comunità Europea individua tre requisiti pratici per uno sviluppo sostenibile:

  • Modificare l’atteggiamento generale della collettività
  • Prevedere nel ciclo di produzione di un prodotto la minimizzazione dei rifiuti e incoraggiare il riciclo
  • Razionalizzare la produzione ed il consumo di energia

Secondo un recente studio (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31570408) condotto in diversi paesi, è stato visto che la salute dei bambini era maggiormente compromessa quando la qualità dell’acqua, i servizi igienici, la qualità dell’aria e le condizioni ambientali erano scarse, sottolineando quindi l’importanza dello sviluppo sostenibile. Parlando invece di sostenibilità in ambito alimentare ci si può porre la seguente domanda: ce la faremo a nutrire le generazioni future? Alla domanda potremmo rispondere di si se consideriamo gli OGM, ma come affermarono Andrea Segrè e Luca Falasconi socio di Last Minute Market, se si recuperasse il cibo destinato al pattume o il cibo che nelle mense non viene servito, si potrebbe fornire da mangiare a 45 milioni di persone. Ricordando che il diritto al cibo è un tema sancito nella carta dei diritti dell’uomo del ’48 e nelle costituzioni dei paesi che soffrono di scarsezza di cibo, risulta un diritto inclusivo ed inalienabile, pertanto il Protocollo di Milano si pone l’obiettivo di combattere lo spreco alimentare lottando contro la fame, intesa anche come mancanza di accesso al cibo e contro l’obesità, quest’ultima che correlata alle patologie apporta una maggiore spesa da parte del sistema sanitario nazionale. Lo spreco è un problema importante proprio perché per nutrire un mondo in espansione non si riesce a fornire cibo a tutti, per far fronte al continuo aumento di richiesta si ricorre ad esempio all’importazione di grani esteri trattati con il disseccante più diffuso al mondo, il glifosato, oppure agli animali nutriti con mangimi, ormoni ed antibiotici o alle uova classificate come biologiche provenienti invece da allevamenti intensivi in cui le galline non hanno mai avuto accesso all’aperto. Ecco che incuranti ci si rende conto di essere di fronte ad un depauperamento delle risorse, quasi come se avessimo un altro pianeta a disposizione. L’alimentazione sostenibile di domani dovrà cominciare a riconsiderare alcuni aspetti tra cui la richiesta tra proteine animali e vegetali (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31554037). Vi è una crescente domanda di fonti proteiche alternative e sostenibili, come insetti e microrganismi, in grado di soddisfare le esigenze di gradevolezza nutrizionale e sensoriale dei consumatori. Questo interesse emergente per nuove fonti proteiche, alleato con tecnologie di elaborazione “verdi” ed economiche, come l’alta pressione idrostatica, riscaldamento ohmico e campi elettrici pulsati, può essere usato come strategia per migliorare il consumo di proteine da fonti sostenibili senza compromettere la food safety e food security. Si ridurrebbe cosi il consumo di terra ed energia, generando fenomeni di sinergia, quali la produzione e lo sfruttamento di biomassa ai fini energetici, il cosiddetto approccio WIN-WIN che porterebbe ad un incremento della disponibilità proteica e decremento dell’obesità.

Bibliografia

Testing the socioeconomic and environmental determinants of better child-health outcomes in Africa: a cross-sectional study among nations. BMJ Open 2019 Sep 30;9(9):e029968. doi: 10.1136/bmjopen-2019-029968.

Emergent food proteins – Towards sustainability, health and innovation. Food Res Int. 2019 Nov;125:108586. doi: 10.1016/j.foodres.2019.108586. Epub 2019 Jul 29.