Malattia celiaca e virus: quale possibile correlazione?

Un virus come fattore di rischio per lo sviluppo di malattia celiaca

di SIMONA FERRARO

La malattia celiaca è una enteropatia autoimmunitaria, ovvero una infiammazione cronica intestinale, scatenata da un noto fattore ambientale, il glutine, in soggetti geneticamente predisposti, dopo l’ingestione di cereali quali frumento, orzo e segale.

Un gruppo di ricerca norvegese, attraverso uno studio caso-controllo, ha analizzato in una coorte di bambini, la possibile associazione tra l’ infezione da enterovirus e adenovirus e la possibilità di sviluppare la malattia celiaca.  Anche se praticamente tutti i casi di malattia celiaca si verificano in pazienti che esprimono l’aplotipo HLA-DQ2 o HLA-DQ8, la capacità predittiva di queste varianti genetiche è limitata. Infatti, seppur sia nota l’identificazione del glutine come responsabile dell’innesco della malattia celiaca, si è sempre parlato di un “anello mancante” che potesse attivare la malattia in soggetti “geneticamente predisposti”. I ricercatori hanno osservato che le infezioni da parte di virus intestinali, in particolare quelle da enterovirus, diagnosticate dopo l’introduzione del glutine nella dieta del bambino, sono associate alla malattia celiaca, mentre quelle precedenti o contemporanee all’introduzione del glutine non lo sono, suggerendo che l’infezione possa essere, essa stessa, la causa scatenante della malattia.  Entrambe le specie di enterovirus comunemente rilevate in campioni fecali di bambini, Enterovirus A ed Enterovirus B, si sono mostrate significativamente associate alla malattia celiaca. Questa correlazione non si è verificata invece con l’infezione da adenovirus.

Se si confermasse che l’infezione da enterovirus costituisce realmente un fattore stimolante la malattia, l’introduzione di vaccini contro questi virus potrebbe ridurre il rischio di malattia.

Come suggeriscono gli autori stessi, sono ora necessari altri studi – preferibilmente interventistici – per far luce sulla possibile esistenza o meno di un nesso causale tra le due variabili. Una prospettiva che aprirebbe la strada a nuove strategie terapeutiche a carattere principalmente preventivo.

Bibliografia

Christian R Kahrs, Katerina Chuda, undergraduate student, German Tapia, Lars C Stene, Karl Mårild, Trond Rasmussen, Kjersti S Rønningen, Knut E A Lundin, Lenka Kramna, Ondrej Cinek, Ketil Størdal, Enterovirus as trigger of coeliac disease: nested case-control study within prospective birth color, BMJ 2019; 364 doi: https://doi.org/10.1136/bmj.l231