Probiotici e Autismo

Alcuni probiotici possono essere utili nel trattamento dei sintomi dell’ Autismo

di GIULIA BIGIONI

Non è argomento facile da trattare considerando le molte implicazioni di diversa natura che ne sono alla base, ma l’autismo proprio per le intrinseche difficoltà di comprenderne l’origine è sempre di più al centro delle attenzioni dei ricercatori che cercano di chiarirne le cause e trovarne una cura. Meglio definito con l’acronimo inglese ASD, che sta per Disturbo dello Spettro Autistico, interessa principalmente la sfera infantile ed è alla base di un ritardo nello sviluppo neurologico e cognitivo che determina, con il passare del tempo, la compromissione delle relazioni sociali e la comparsa di comportamenti patologici.

Recenti studi sulla cause dell’autismo hanno messo evidenza che accanto ai sintomi di natura neurologica sono spesso associati squilibri qualitativi e quantitativi della composizione del microbiota intestinale, che in questo contesto comportano spesso un peggioramento della manifestazione sintomatologica.

L’idea che possa esistere una relazione tra microbiota e sintomi del disturbo dello spettro autistico è venuta ad un gruppo di ricercatori del National Yang-Ming University di Taiwan che hanno pensato di valutare l’effetto di alcuni probiotici su una popolazione pediatrica affetta da questa sindrome. Bambini tra i 7 e i 15 anni affetti da ASD sono stati suddivisi in due gruppi uno dei quali ha assunto il probiotico Lactobacillus Plantarum PS128 e l’altro il placebo. Seguiti nel tempo, dopo 4 settimane di assunzione è stata valutata la risposta comportamentale nei due gruppi.

https://doi.org/10.3390/nu11040820

Il gruppo che aveva assunto il probiotico ha mostrato un miglioramento nella capacità di utilizzare oggetti della vita quotidiana, insieme ad un generale miglioramento dei sintomi e del contatto relazionale. Questi effetti sono stati poi osservati in misura maggiore nella popolazione più piccola, segno che l’intervento è tanto più efficace quanto più avviene in età precoce.

Forse potrebbe generare qualche perplessità il termine “psicobiotico”, coniato per un probiotico che avrebbe proprietà psicologiche. La complessità del comportamento umano, ci fa pensare che sicuramente non basta modulare l’apporto dietetico per risolvere patologie così importanti, ma resta il fatto che nello studio descritto un miglioramento della sintomatologia è stato osservato. Sicuramente saranno necessari ulteriori studi a conferma delle osservazioni, ma è noto che i probiotici a livello intestinale possono modulare i livelli di dopamina e  serotonina, con il risultato di aumentare la disponibilità di questi neurotrasmettitori a livello del sistema nervoso centrale. Questo approccio quindi, in una logica multidisciplinare, potrebbe essere di sicuro giovamento nel trattamento di questi soggetti e si presenta come una valida alternativa al fine di ridurre se non sostituire la terapia farmacologica che spesso risulta poco tollerata soprattutto in età pediatrica.