Batteri nell’Obesità

L’Akkermansia muciniphila un nuovo alleato nel trattamento dell’obesità e della sindrome metabolica

di GIULIA BIGIONI

Sul microbiota intestinale le novità dal mondo scientifico si susseguono oramai a ritmo frenetico e non passa giorno che leggiamo delle nuove scoperte sullo sterminato mondo dei batteri nostri commensali. Abbiamo consolidato l’opinione del loro ruolo chiave nel mantenere un fisiologico stato di salute e questa opinione sta diventando sempre di più una certezza. I probiotici nel loro complesso rappresentano una valida integrazione all’alimentazione che, soprattutto nel mondo occidentale, sta sempre più diventando monotona e ripetitiva, perdendo quelle caratteristiche variabili locali che l’avevano contraddistinta in origine.

L’adozione di regimi dietetici proposti dalla moda del momento, che fanno leva sulle nostre ossessioni e sulle  promesse di magrezza, non sono solo pericolosi per i rischi sulla salute a cui ci espongono, ma comportano una profonda alterazione della flora intestinale che si adatta al contesto ambientale modificato.

Per la prima volta dalle pagine di un importante rivista del settore Nature Medicine è stato proposta la supplementazione alimentare con un batterio, l’Akkermansia muciniphila, per il trattamento di persone con la sindrome metabolica in sovrappeso o obese. L’A. muciniphila un batterio normalmente presente nella flora intestinale è un importante componente del microbiota implicato nel metabolismo dei carboidrati e degli acidi grassi a catena corta, in particolare l’acido butirrico, che nel nostro intestino svolge un importante ruolo protettivo verso le cellule dell’epiteliali.

Gli autori dello studio hanno somministrato quotidianamente e per tre mesi a 32 soggetti volontari sovrappeso/obesi insulino-resistenti una sospensione batterica viva o pastorizzata per verificarne la sicurezza, la tollerabilità e valutare i parametri metabolici quali la resistenza all’insulina, i lipidi circolanti, l’adiposità viscerale e la massa corporea. Dopo i tre mesi di integrazione, la somministrazione di A. muciniphila ha ridotto in modo significativo i livelli dei marcatori dell’infiammazione soprattutto a livello epatico e nel complesso la composizione del microbiota intestinale non è stata modificata. Indice della buona tollerabilità del trattamento che non ha mostrato controindicazioni anche nel confronto tra la supplementazione con batteri vivi e pastorizzata. Inoltre gli effetti della supplementazione si sono visti anche sulla massa grassa con una leggera diminuzione rispetto al placebo.

Nel complesso i risultati dello studio ci invitano a non sottovalutare la supplementazione con A. muciniphila una specie batterica che si candida ad essere un nuovo alleato, un probiotico di aiuto nel trattamento dei disordini cardiometabolici e nel controllo ponderale.

https://doi.org/10.1038/s41591-019-0495-2