Latte & co. Vecchie e nuove ricerche, stesse controversie.

Secondo recenti studi, latte intero e derivati non sono dannosi alla salute come, in maniera altalenante, è stato più volte dimostrato e, altrettante volte, smentito; non solo gli acidi grassi contenuti nel latte intero non contribuiscono all’insorgenza delle malattie cardiovascolari, ma addirittura l’Acido Linoleico Coniugato esercita un’azione protettiva sul sistema cardiovascolare, al punto che è stato proposto di rivedere le linee guida che consigliano di evitare il consumo dei prodotti lattiero-caseari

di CARMEN COLICA

I grassi saturi non sono tutti uguali e, in particolare, quelli del latte contengono molecole che potrebbero favorire la salute cardiovascolare. Inoltre, gli acidi grassi presenti nel latte intero non incidono sull’aumento di peso. Lo hanno recentemente confermato alcuni attendibili studi epidemiologici, condotti su un elevato numero di soggetti.

Gli effetti benefici dell’Acido Linoleico Coniugato sulla composizione corporea, le malattie cardiovascolari (MCV), la salute delle ossa, l’insulino-resistenza, i mediatori della risposta infiammatoria e diversi tipi di cancro, sono conosciuti ormai da tempo 1.

Già alcuni anni fa (nel 2014, per la precisione) uno studio epidemiologico sperimentale, pubblicato su The American Journal of Clinical Nutrition – dopo aver ribadito l’importanza dei prodotti lattiero-caseari, dovuta all’apporto di energia, calcio, proteine e altri micro e macronutrienti, e aver riportato le conclusioni di diversi studi, che dimostrano che la sostituzione degli acidi grassi saturi con gli acidi grassi polinsaturi della serie ω-6, che abbondano negli oli vegetali e nella frutta secca, portano ad un aumento del rischio di morte per MCV – ha dimostrato che il regolare (ma moderato) consumo di latticini è efficace nel contrastare la sindrome metabolica (comprendente un gruppo di fattori di rischio tra cui dislipidemia, insulino-resistenza, aumento della pressione sanguigna e obesità addominale, che insieme aumentano notevolmente il rischio di diabete e MCV) 2.

L’anno scorso, altri studi – pubblicati su riviste scientifiche prestigiose, quali: Molecular Nutrition & Food Research e Lancet – hanno dimostrato come il consumo di prodotti lattiero-caseari, all’interno di una dieta equilibrata, contribuisca alla diminuzione del peso corporeo e del giro-vita e all’aumento della massa magra 3 e come sia associato ad una diminuzione del rischio di mortalità e di eventi cardiovascolari 4. Alla luce di questi risultati, un lavoro, pubblicato sempre lo scorso anno su The Journal of the American Medical Association (JAMA), ha invitato Il Dipartimento dell’Agricoltura e il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti a rivedere le linee guida dell’alimentazione per gli Americani, poiché finora hanno raccomandato la scelta di prodotti lattiero-caseari con pochi grassi o senza grassi 5.

Le raccomandazioni italiane sull’assunzione giornaliera di nutrienti – ossia i Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana (LARN) – sono grossomodo uniformate a quelle dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Queste consigliano 3 porzioni al giorno di latte e/o yogurt e tre porzioni settimanali di formaggi. Per porzione si intende 125 ml di latte/yogurt, 50 g di formaggi stagionati o 100 g di quelli freschi. Gli italiani nonostante le raccomandazioni consumano quantità estremamente basse di latte/yogurt (circa una porzione al giorno) mentre consumano quantità un po’ più alte per quanto riguarda i formaggi.

Una dieta equilibrata dovrebbe trarre non più del 30% del fabbisogno energetico dai grassi e tra questi non più del 10% devono essere grassi saturi. È ormai accertato che i grassi saturi del latte e dei suoi derivati sono benefici, bisogna, quindi, consumare in generale meno grassi, tenendo presente che sono altri gli alimenti che sarebbe bene limitare (se ne discuterà in seguito), giacché i prodotti lattiero-caseari, purché consumati in quantità adeguata, sono in grado di produrre beneficio per la salute.

Bibliografia

  1. Bhattacharya A, Banu J, Rahman M, Causey J, Fernandes G. Biological effects of conjugated linoleic acids in health and disease. J Nutr Biochem. 2006 Dec;17(12):789-810.
  2. Astrup A. Yogurt and dairy product consumption to prevent cardiometabolic diseases: epidemiologic and experimental studies. Am J Clin Nutr. 2014 May;99(5 Suppl):1235S-42S. doi: 10.3945/ajcn.113.073015.
  3. Geng T, Qi L, Huang T. An Effects of Dairy Products Consumption on Body Weight and Body Composition Among Adults: Updated Meta-Analysis of 37 Randomized Control Trials. Mol Nutr Food Res. 2018 Jan;62(1). doi: 10.1002/mnfr.201700410.
  4. Dehghan M, Mente A, Rangarajan S, Sheridan P, Mohan V, Iqbal R, Gupta R, Lear S, Wentzel-Viljoen E, Avezum A, Lopez-Jaramillo P, Mony P, Varma RP, Kumar R, Chifamba J, Alhabib KF, Mohammadifard N, Oguz A, Lanas F, Rozanska D, Bostrom KB, Yusoff K, Tsolkile LP, Dans A, Yusufali A, Orlandini A, Poirier P, Khatib R, Hu B, Wei L, Yin L, Deeraili A, Yeates K, Yusuf R, Ismail N, Mozaffarian D, Teo K, Anand SS, Yusuf S; Prospective Urban Rural Epidemiology (PURE) study investigators. Association of dairy intake with cardiovascular disease and mortality in 21 countries from five continents (PURE): a prospective cohort study. Lancet. 2018 Nov 24;392(10161):2288-2297. doi: 10.1016/S0140-6736(18)31812-9.
  5. Rubin R. Whole-Fat or Nonfat Dairy? The Debate Continues. JAMA. 2018 Dec 5. doi: 10.1001/jama.2018.17692.