Alla scoperta di un sapore mediorientale: il Cumino

Le spezie ci portano in viaggio per il mondo, il Cumino un tesoro per la salute

di VENESSA CAMODECA

Sin dai tempi antichi le spezie rappresentano un dono prezioso, per il loro vasto impiego, per il loro costo elevato oltre che per aver avuto ampio utilizzo nelle diverse forme di culto religioso dei tempi biblici.

Persino la Bibbia menziona il valore delle spezie aromatiche, infatti come ricorda Matteo (Mt 23,25), Gesù nell’invettiva contro scribi e farisei ipocriti disse: “guai a voi, che pagate la decima della menta, dell’aneto e del cumino e trascurate le prescrizioni più gravi della legge; la giustizia, la misericordia e la fedeltà…”.

Nel corso della storia furono soggette da parte di alcune nazioni a traffici commerciali per contendersi la loro egemonia. Nei monasteri venivano coltivati gli orti medicinali con le diverse tipologie di spezie, proprio per i diversi benefici che si attribuivano a queste erbe. Oggi vengono utilizzate anche come conservanti naturali in sostituzione dei conservanti chimici sintetici, proteggendo il cibo da batteri patogeni e deterioranti.

Il cumino (Cuminum cyminum) è una pianta aromatica (Nigella sativa) appartenente alla famiglia delle Apiaceae. Il suo frutto, noto come semi di cumino, è il più utilizzato per scopi culinari e medicinali. È stato usato fin dall’antichità come ingrediente negli alimenti in Medio Oriente ed i suoi semi in India sono stati a lungo usati come antisettici, antimicrobici, disinfettanti e antifungine. I suoi principali componenti bioattivi sono la cuminaldeide, il cimene e i terpenoidi, che rendono il cumino efficace contro E . coli , P . aeruginosa e Salmonella sp. Questa spezia inoltre ha mostrato effetti sinergici e antagonistici con gli antibiotici, ed è stato dimostrato che un’assunzione di 75 mg di cumino al giorno ha aumentato la superossido dismutasi e la capacità antiossidante totale. Tradizionalmente, la pianta è utilizzata per l’asma, ipertensione, diabete, infiammazione, tosse, bronchite, mal di testa, eczema, febbre, vertigini e disturbi gastrointestinali. La letteratura riguardante le attività biologiche dei semi di questa pianta è ampia, citando effetti broncodilatatori, antinfiammatori, antinocicettivi, antibatterici, ipotensivi, ipolipememici, citotossici, antidiabetici ed epatoprotettivi, generalmente attribuite all’azione dei suoi costituenti attivi, come terpeni, fenoli e flavonoidi. I principi attivi del cumino sono principalmente concentrati nell’olio essenziale di semi e sono responsabili della maggior parte dei benefici per la salute. Di recente è stato osservato che in alcuni pazienti con vitiligine trattati con una crema contenente olio di semi di cumino, hanno mostrato una ripigmentazione significativa. Il cumino inoltre insieme ad altre spezie inibisce l’attività dell’acetilcolinesterasi nel sistema neurale con miglioramento delle malattie neurodegenerative. Esso è fonte di luteolina-7-O-glucoside un potente flavonoide che svolge un ruolo significativo nella prevenzione del cancro al seno. Infine è stato visto che il trattamento con Nigella sativa nei pazienti con tiroidite di Hashimoto ha ridotto le concentrazioni sieriche di colesterolo lipoproteico a bassa densità e trigliceridi, mentre si è avuto un aumento del colesterolo buono. Queste spezie della salute sono ormai facilmente fruibili ma la magia di questi antichi aromi si è conservata nel tempo e rende speciale e raffinata anche la ricetta più semplice.

BIBLIOGRAFIA

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