È un paese per vecchi

Nonostante i vizi e i tanti difetti noi italiani manteniamo il primato di popolazione più longeva

di GIULIA BIGIONI

Parafrasando il titolo del film dei fratelli Coen sembrerebbe che la salute della popolazione italiana segua sue regole indipendenti e in controtendenza rispetto alle linee guida internazionali. Il denominatore comune nei cosiddetti consigli degli esperti sta nel seguire una vita equilibrata a tavola, la giusta dose di attività fisica e non ultimo l’invito all’abbandono dell’abitudine al fumo. Tutti più che validi consigli, che tuttavia nel bel Paese siamo restii a seguire. Secondo il rapporto dell’osservatorio nazionale sulla salute dell’anno appena trascorso, la popolazione italiana appare sostanzialmente pigra, definita golosa e con la cattiva abitudine di fumare.

https://www.osservatoriosullasalute.it/

Nonostante tutto, continuiamo ad avere una bassa mortalità, soprattutto nella fascia di età compresa tra i 30 e i 69 anni. Se pur più longevi, sul fronte dell’assistenza sanitaria restano i problemi di sempre: un sistema sanitario carente e spesso insufficiente per una adeguata assistenza. La nostra popolazione in sostanza anche se più anziana resta nel complesso più malata e meno assistita, considerando che circa l’80% della spesa del Servizio Sanitario Nazionale è destinata alla gestione delle malattie croniche, caratteristiche dell’anziano.

Resta preoccupante la situazione delle cosiddette infezioni nosocomiali; è cresciuta la mortalità per le infezioni batteriche che non trovano una cura adeguata. Secondo le più recenti stime le morti per sepsi sembrano quasi raddoppiate dal 2003 al 2016 e nello scenario europeo sono il 30% del totale.

Secondo le stime dell’ISTAT, nei prossimi dieci anni la quota degli over 65 raggiungerà il 30% della popolazione complessiva, confermando la tendenza all’invecchiamento che osserviamo già da tempo. Il resto, soprattutto le giovani generazioni, deve affrontare il problema dell’obesità, sempre più una tipica patologia delle civiltà industrializzate.

Non vuole essere un discorso consolatorio, ma se possiamo di certo migliorare l’assistenza sanitaria e rientrare negli standard europei, resta il fatto che almeno statisticamente, siamo la popolazione con la più alta aspettativa di vita. Siamo il risultato di un’evoluzione e di una selezione genetica che negli anni ci ha portato ad essere quello che siamo, ma non possiamo certo scordarci l’ambiente che ci circonda e quello che ci caratterizza e che il mondo ci invidia, cioè la nostra Dieta Mediterranea Italiana di Riferimento. Forse in fondo, se la popolazione è così longeva, si dovrebbe riconoscere il merito anche a quello che mette nel piatto.