La verità sugli integratori alimentari

Un’alimentazione equilibrata e uno stile di vita sano sono le migliori garanzie di salute e longevità

di CARMEN COLICA

È risaputo, ormai, che i tre pilastri fondamentali di uno stato di salute ottimale sono: la predisposizione genetica, l’alimentazione equilibrata e lo stile di vita sano. Ovviamente, il primo di questi tre pilastri è stabilito già dal concepimento, ma, quand’anche questo fosse sfavorevole, tranne casi estremi, con gli altri due si può compensare efficacemente o, se non altro, limitare i danni e migliorare quali-quantitativamente la vita.

I ritmi frenetici dei Paesi industrializzati lasciano poco tempo alla preparazione e al consumo del cibo – si mangia in fretta un panino, spesso davanti al computer, per non interrompere il lavoro – e alle attività cosiddette ricreative – si rientra a casa nel tardo pomeriggio, ci si affanna per preparare velocemente la cena e si è troppo stanchi anche per fare anche una semplice passeggiata. Ovviamente, in questo panorama, è più sbrigativo mangiare cibi che non richiedano una lunga preparazione, quali pane bianco con formaggi ed affettati, o pasta condita con sughi già pronti; frutta e verdura sono relegati, se tutto va bene, al fine settimana. Si mangia per placare la fame, trascurando di ‘nutrirsi’.

Molti pensano di compensare queste carenze nutrizionali con l’assunzione di integratori, tacitando così la coscienza con la convinzione di introdurre i componenti essenziali – sali minerali, fibre e vitamine – che mancano nella loro dieta.

Ad ulteriore conferma di quanto ciò sia sbagliato, arriva un ampio studio epidemiologico, pubblicato sulla rivista scientifica  Annals of Internal Medicine, che conferma quanto emerso a più riprese negli ultimi anni: in chiave preventiva, gli integratori non sono in grado di svolgere lo stesso effetto garantito da una dieta equilibrata, i nutrienti assunti attraverso l’alimentazione hanno un effetto diverso (e un’efficacia maggiore) rispetto a quelli concentrati negli integratori.

La ricerca ha indagato la correlazione tra l’assunzione di diversi integratori e i tassi di mortalità, tenendo presente tutte le possibili cause, avvalorando alcune evidenze, emerse in precedenti studi, relativamente a singole possibili cause di morte, da quelle cardiovascolari ai tumori. Le conclusioni di questa ampia sintesi sono in linea con quelle già pubblicate: l’uso di integratori alimentari non influisce in alcun modo sulla durata della vita.

Lo studio, inoltre, ha valutato se un’adeguata o un’eccessiva assunzione di nutrienti fosse associata a una maggiore probabilità di morte prematura e se l’utilizzo degli integratori determinasse una differenza rispetto all’assunzione dei nutrienti presenti nel cibo. Dalle analisi è emerso che adeguati apporti di vitamina K e magnesio sono correlati a un minor rischio di morte prematura, ma soltanto se assunti tramite fonti alimentari e non con gli integratori. Lo stesso vale per il consumo di vitamina A e di zinco. Per quanto riguarda il calcio, un apporto eccessivo (più di un grammo al giorno, a fronte di una dose raccomandata di 800 milligrammi) è risultato correlato a un più alto rischio di morte per cancro, quando questo minerale veniva assunto sotto forma di integratore, non così quando assunto attraverso la dieta. Più o meno analogo il dato riguardante la vitamina D, se assunta in eccesso da chi non soffre di una carenza (e dunque non ha necessità di ricorrere a un integratore).

Lo stesso micronutriente non garantirebbe dunque lo stesso effetto, se assunto attraverso un alimento o un integratore. L’eventuale diversa reazione dell’organismo potrebbe dipendere dalla capacità che il corpo umano ha di regolare l’assunzione di nutrienti attraverso la dieta, cosa che invece potrebbe non essere in grado di fare allo stesso modo nei confronti di un integratore.

Chi deve assumere integratori per sopperire ad una carenza nutrizionale documentata – dovuta a malattie, intolleranze o allergie alimentari, o a una scelta etica (ad esempio veganesimo) – deve farlo sotto controllo del medico o del nutrizionista. In Italia sono 32 milioni i consumatori di integratori alimentari, dato record in Europa. Alla luce di quanto ormai assodato dalle numerose ricerche scientifiche è importante capire che l’elisir di lunga vita non è una pillola, ma la qualità dell’alimentazione. La vecchia, cara Dieta Mediterranea, patrimonio immateriale dell’umanità (non ci stancheremo mai di ricordarlo), è uno tra i pochi regimi alimentari più sani al mondo. Noi italiani siamo fortunati a poterne facilmente usufruire, non sprechiamo questa opportunità di vivere meglio e più a lungo.

Sitografia

https://www.lastampa.it

Bibliografia

Chen F, Du M, Blumberg JB, Ho Chui KK, Ruan M, Rogers G, Shan Z, Zeng L, Zhang FF. Association Among Dietary Supplement Use, Nutrient Intake, and Mortality Among U.S. Adults: A Cohort Study. Ann Intern Med. 2019 Apr 9. doi: 10.7326/M18-2478.