Pigliate ’na pastiglia

I nutraceutici costituiscono un valido alleato per la salute ma possono coadiuvare, non sostituire, una sana alimentazione

di CARMEN COLICA

Le antiche civiltà curavano le malattie in maniera naturale, ricavando i farmaci da piante o da animali; sumeri, indiani, cinesi, egizi raccontavano di cibi medicamentosi, talvolta sacri; lo stesso Ippocrate, padre della medicina occidentale, nel 400 circa a.C. diceva: “Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”. I cosiddetti rimedi della nonna: tisane, decotti e particolari alimenti, preparati in determinati modi, fanno parte delle tradizioni familiari e si tramandano diligentemente di generazione in generazione.

Purtroppo, con l’avvento dell’industrializzazione, molte delle antiche ricette sono andate perdute, i ritmi di vita frenetici e l’incubo della produttività sul lavoro lasciano ben poco tempo alle attività cosiddette ricreative e, cosa ben più grave, alla preparazione e al consumo del cibo. Il grande Renato Carosone, già nel 1957 nella sua celebre canzone “Pigliate ’na pastiglia” notava come: “Dint”e vvetrine ‘e tutt”e farmaciste, la vecchia camomilla ha dato il posto alle palline ‘e glicerofosfato, bromotelevisionato, grammi zero, zero, tre”. 

I canoni della società contemporanea  ci impongono di essere sempre in salute e super-efficienti, non possiamo permetterci di ammalarci e, quando accade, è imperativo recuperare nel minor tempo possibile, per non perdere giornate lavorative. D’altro canto, per mancanza di tempo e per le induzioni dei media, si mangia di fretta e male, ingurgitando cibi privi di proprietà nutrizionali ma pieni di calorie vuote, che, a lungo andare, complice l’inattività fisica, incidono pesantemente sulla salute. Ecco, quindi, che si assumono farmaci non solo per curare le malattie, ma anche per prevenirle e mantenere lo stato di salute e quindi di efficienza psico-fisica indispensabile per rispondere ai requisiti di produttività e reggere a ritmi di lavoro stressanti. Ne consegue il costante aumento dell’uso di farmaci, ahimè! Sempre più spesso assunti in maniera impropria e senza prescrizione medica o, quantomeno, consiglio del farmacista.

Questa erronea tendenza si riscontra anche, ultimamente, per quanto riguarda i nutraceutici, una serie di preparati a base naturale. I nutraceutici sono i principi attivi contenuti in determinati alimenti e che hanno un effetto benefico sulla salute dell’uomo. La nutraceutica è legata al passato; lontani dalla medicina moderna e dall’industrializzazione alimentare, le civiltà antiche scoprirono il valore in termini di salute degli alimenti ricavati dall’agricoltura, dalla caccia e dalla pesca. La storia della nutraceutica riparte dagli anni ’80, quando è stata ‘riscoperta in Giappone, dove le autorità sanitarie riconobbero la necessità di dovere migliorare la qualità e l’incremento delle aspettative di vita di un numero crescente di anziani attraverso la dieta, vale a dire studiando alimenti specificatamente sviluppati per migliorare lo stato di salute o ridurre il rischio di malattia. La tradizione millenaria delle erbe naturali e delle spezie usate come medicina nel Sol Levante, furono affiancate alla crescita esponenziale della tecnologia e delle scienze. Lì fu coniato il termine ‘alimento funzionale’ che indica alimenti caratterizzati da effetti addizionali, per la presenza di componenti naturalmente presenti, che hanno il potere di interagire in maniera più o meno selettiva con una o più funzioni dell’organismo contribuendo al loro miglioramento e/o preservazione.

Da allora, si è tornati a riconoscere all’alimentazione il suo ruolo fondamentale nella salute ed è stato un fiorire di discipline, più o meno scientifiche, ad essa collegate. Nel 1989 il Dr. Stephen De Felice coniò il termine nutraceutica – dalla fusione delle parole nutrizione e farmaceutica (ad indicare la sua potenziale capacità in ambito preventivo/curativo) – aprendo la strada ad una vera e propria scienza in continua espansione. Il termine nutraceutico spesso è utilizzato in maniera impropria anche per indicare integratori dietetici, alimenti funzionali, prebiotici, probiotici, e prodotti botanici. Tale aspetto genera sicuramente confusione sia tra i professionisti della salute che tra i consumatori; questo fenomeno è aggravato dal fatto che a differenza dei farmaci la cui prescrizione è strettamente regolamentata, i nutraceutici sono liberamente commercializzati.

La Comunità Europea al fine di tutelare gli utenti, ha emanato un regolamento che sancisce un principio fondamentale, ovvero, che l’effetto benefico sulla salute e/o sulla riduzione del rischio di malattia dei nutrienti, deve essere documentato scientificamente, ma in questa normativa la definizione di nutraceutico non viene inclusa, quindi i nutraceutici, secondo le normative vigenti, sono annoverati come integratori alimentari. In realtà, esistono sostanziali differenze tra nutraceutici ed integratori alimentari, infatti, mentre i primi possiedono proprietà benefiche per lo stato di salute, contribuendo alla prevenzione e/o alla cura di malattie, e i principi attivi di origine vegetale e/o animale in essi contenute sono concentrati in preparazioni farmaceutiche, i secondi sono composti prevalentemente da micro-nutrienti, contenuti nel normale regime dietetico (vitamine, sali, aminoacidi, estratti vegetali, etc.), non posseggono capacità di prevenzione e/o di cura, devono essere somministrati in maniera mirata come supplemento in caso di carenza alimentare e non esercitano un effetto benefico nei confronti di una specifica condizione patologica. In definitiva, i nutraceutici, rispetto agli integratori alimentari, possiedono delle caratteristiche peculiari che li avvicinano ai farmaci. A tal proposito, essi sono stati collocati come intervento da attuare “oltre la dieta e prima dei Farmaci”, ciò ad indicare la loro valenza come presidio nella prevenzione delle malattie. Le condizioni in cui i nutraceutici possono trovare una specifica collocazione abbracciano numerosi ambiti della medicina: controllo della pressione arteriosa, dell’assetto lipidico e glicidico, prevenzione di alcune patologie degenerative e/o neoplastiche.

È sbagliato pensare di sostituire i nutraceutici ad una alimentazione sana – che, al netto di malattie genetiche, resta sempre e comunque la base dello stato di salute – essi svolgono funzioni simili a quelle dei farmaci e come tali vanno considerati. Perciò i nutraceutici, al pari dei farmaci, devono essere assunti qualora ve sia reale bisogno, dunque, il consiglio di Carosone: “Pigliate ’na pastiglia” va interpretato con l’ironia con cui è stata composta la canzone e seguito solo dietro consiglio del medico o del farmacista.

Sitografia

www.elisir.bio

www.fondazioneveronesi.it

Bibliografia

SIPREC (Società Italiana per la PREvenzione Cardiovascolare). DOCUMENTO DI CONSENSO 2019 NUTRACEUTICI.