Fragole, il superfood di primavera

Hanno tutte le caratteristiche per essere considerate un superfood. Sono fra gli alimenti più antiossidanti che esistano

di CARMEN COLICA

La fragola è il “frutto” per antonomasia della primavera (in realtà è un conocarpo, un falso frutto, è il ricettacolo fiorale ingrossato che costituisce la parte carnosa, questo, con lo sviluppo, congloba gli acheni, i veri frutti, quelle piccolissime protuberanze giallo-verdognole sulla sua superficie, detti impropriamente semi), è in questo periodo, infatti, che compaiono sui banconi di fruttivendoli e supermercati, anche se, ormai, tra serre e importazioni, si possono trovare quasi tutto l’anno. Ma solo quelle “nostrane”, che maturano naturalmente, possiedono quelle proprietà grazie alle quali  sono state inserite tra i super alimenti anti-età nella speciale classifica ORAC (Oxygen Radical Absorbance Capacity, Capacità di Assorbimento dei Radicali dell’Ossigeno) stilata dall’USDA (United States Department of Agriculture) il dipartimento dell’agricoltura statunitense, per il contenuto record in sostanze antiossidanti benefiche per la salute.

Una leggenda narra che Venere, affranta dalla morte di Adone, pianse copiose lacrime che, mescolandosi col sangue di questi, una volta giunte a terra, si trasformarono in piccoli cuori rossi: le fragole. In effetti, la forma di questi frutti ricorda quella del cuore a cui apportano notevoli benefici, sono, infatti, in grado di aumentare i livelli di colesterolo buono nel sangue e abbassare la pressione sanguigna. Le proprietà antiossidanti delle fragole sono da ascriversi all’antocianina, il pigmento che conferisce loro il caratteristico colore rosso; questa sostanza, provoca un incremento nell’organismo dell’acido urico che agisce da importante agente antiossidante. Le proprietà antinfiammatorie delle fragole sono utili per alleviare i sintomi di aterosclerosi e osteoartrite. Questo mix di antiossidanti e antinfiammatori contribuisce a prevenire i fattori di rischio dello sviluppo di cellule cancerogene, in quanto esplica effetti antitumorali, antianemici, protettivi del sistema immunitario.

Questo frutto contiene molti importanti elementi nutritivi: una notevole quantità di acidi organici – tra cui l’acido acetilsalicilico – e flavonoidi, calcio, fosforo, magnesio, potassio, ferro, manganese, rame e le vitamine C, A, K e alcune vitamine del complesso B. Gli antiossidanti contenuti nelle fragole (molti composti fenolici tra cui l’acido ellagico) combattono la cellulite perché migliorano il microcircolo, e contrastano le infiammazioni che impediscono ad alcuni ormoni di stimolare il dimagrimento. Inoltre, aumentano la produzione di adiponectina, un ormone che stimola il metabolismo e riduce l’appetito, e diminuiscono l’assorbimento di amidi. Inoltre, sono in grado di controllare il livello di zucchero nel sangue e quindi di prevenire il diabete e la formazione di grasso addominale. In pratica, consumate all’interno di una dieta equilibrata, consentono all’organismo di ristabilire la naturale capacità del corpo di perdere peso, anche perché cento grammi di fragole contengono appena trenta calorie (infatti, sono composte per oltre il 90% di acqua) e consumate a fine pasto con una goccia di limone sono un ottimo sostituto dietetico del dolce.

Il calcio e la vitamina K contenuti nelle fragole contrastano l’insorgenza dell’osteoporosi; il ferro è un componente essenziale di molti enzimi; le vitamine del gruppo B contribuiscono al funzionamento di vari apparati dell’organismo e consentono di sfruttare al meglio l’energia derivante dai processi metabolici. Grazie all’acido acetilsalicilico, le fragole aiutano a mantenere il sangue più fluido evitando la formazione di placche. Alcune ricerche hanno dimostrato che il consumo di fragole aiuta a ridurre di un terzo il rischio di insorgenza di cataratta e degenerazione maculare senile. Le fragole, grazie all’elevato contenuto di acido folico – che previene la spina bifida nel feto – sono indicate durante la gravidanza, inoltre, hanno un’elevata capacità di stimolare un meccanismo naturale che porta il cervello ad “autopulirsi”, eliminando sostanze tossiche che favoriscono la riduzione delle funzioni cerebrali, come la memoria, e la comparsa di demenze, Alzheimer compreso, e del Parkinson. Il contenuto di vitamina C delle fragole (cinque frutti ne contengono una quantità pari a quella di un’arancia) favorisce, tra l’altro, la produzione di collagene, una proteina che previene le rughe e rafforza i capillari riducendo ritenzione idrica e cellulite. Azione questa potenziata dal potassio, un minerale di cui le fragole sono ricche.

Questi frutti contengono xilitolo, un glucide che previene la formazione della placca dentale, ha azione sbiancante dello smalto e neutralizza i germi responsabili dell’alitosi. Le fibre, di cui le fragole sono ricche, aiutano il processo di digestione e conferiscono loro un leggero potere lassativo utile a chi soffre di stipsi, inoltre, evitano la formazione di gas addominali. Consumare fragole fa bene anche all’umore in quanto stimolano la produzione di serotonina e melanina. Inoltre la melanina aiuta l’abbronzatura e previene eritemi solari. Infine, rinforzano i capelli grazie al manganese che ritarda la comparsa dei capelli bianchi e al rame che li mantiene sani prevenendo anche la caduta. Questi minerali rinforzano anche le unghie.

Ma, ci sono anche, purtroppo, delle controindicazioni; le fragole sono uno degli alimenti con il più alto potere allergizzante perché liberano istamina che, in soggetti predisposti, può portare sintomi a livello cutaneo o della mucosa orale come orticaria, formicolio alla bocca, difficoltà respiratorie e mal di pancia. In casi rari può portare febbre, dermatiti fino ad arrivare all’ostruzione dei bronchi. Le fragole devono essere assunte con cautela da chi soffre di ulcera, gastrite e colite. Le donne in gravidanza devono lavarle con estrema cura per evitare il rischio toxoplasmosi in quanto crescono a terra e possono venire a contatto con animali. Infine le fragole devono essere consumate con moderazione da chi soffre di calcoli renali o alla cistifellea perché contengono acido ossalico.

È bene, quindi, consumare questo delizioso dono della primavera, ma con moderazione per riceverne tutti i benefici ed evitare gli inconvenienti.

Bibliografia

www.riza.it

www.lacucinaitaliana.it