“Bevande a base di acqua” anziché “a base di frutta”

Valutazione dei composti bioattivi presenti nei succhi all’arancia rossa

di ALESSANDRA GALZARANO

Le arance dolci sono considerate un alimento benefico per la salute grazie al pool di composti bioattivi che ne caratterizzano la composizione, con particolare riguardo per gli antociani, gli acidi idrossicinnamici (HCA) e l’acido ascorbico. Gli antociani sono pigmenti naturali che determinano il colore rosso di molti frutti e verdure, come ciliegie, uva, ribes, more, fragole, ecc., e si comportano come potenti antiossidanti nel corpo umano, contribuendo così a combattere vari tipi di malattie. La vitamina C rappresenta la frazione più elevata che favorisce l’attività antiossidante totale del succo d’arancia.  Gli acidi idrossicinnamici (HCA), contribuiscono anch’essi ad un’azione antiossidante e scavenger dei radicali liberi e si sono dimostrati efficaci nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e del cancro, tuttavia la loro utilità dipende dal livello di assunzione e dalla loro biodisponibilità. L’azione principale dell’acido ascorbico nei sistemi biochimici sembra essere correlata alla sua capacità antiossidante, essendo responsabile dal 15% al 30%, della capacità antiossidante del plasma. Molti studi condotti sia in vitro che in vivo riportano che la combinazione di vitamine e polifenoli antiossidanti alimentari possono avere effetti sinergici sulla perossidazione lipidica e sulla capacità antiossidante. Gli antociani possono esistere in diverse forme con diversi valori di pH, cambiando colore visibile, carica residua e solubilità. Quindi queste molecole possono essere modificate durante la lavorazione e/o lo stoccaggio degli alimenti, oltre che dopo l’ingestione. Gli studi hanno dimostrato una capacità antiossidante molto elevata, ma bassa biodisponibilità (<1%) e concentrazione plasmatica stimata in nanomoli/nanogrammi.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6123350/

Il consumo di frutti rossi contribuisce favorevolmente ad una dieta sana. Un numero elevato di prodotti a base di frutta rossa è oggi disponibile, in risposta all’aumento dei consumatori che richiedono prodotti che promuovono la salute. Succhi e bevande all’arancia rossa acquistano un valore di mercato più alto, tuttavia, il loro reale valore nutritivo e il contributo per una dieta sana rimangono incerti. Uno studio ha dimostrato che i coloranti artificiali, piuttosto che gli antociani, contribuiscono maggiormente al colore rosso di tali prodotti e che la loro qualità nutrizionale è lontana da quella dei succhi all’arancia rossa. Tuttavia, le bevande a base di succhi hanno recentemente aumentato la propria fetta di mercato rispetto ai succhi 100%. Queste bevande hanno in genere sapore gradevole e di solito hanno un periodo di conservazione più lungo rispetto ai succhi 100%, la controparte è un contenuto bioattivo inferiore. Nessuna garanzia, quindi, viene data al consumatore circa il valore nutrizionale di questi prodotti in quanto la legislazione non fornisce né l’indicazione di origine né la percentuale minima di succo di arancia rossa, che deve essere contenuta nella bevanda per utilizzare la denominazione “Arancia rossa”, né il livello minimo di composti bioattivi nelle bevande commerciali. Per questo motivo, tali bevande dovrebbero fare riferimento alle etichette come “bevande a base di acqua” anziché “a base di frutta”. Quindi, il consumo di arance fresche rosse rappresenta il modo più economico per garantire l’assunzione di composti bioattivi come antociani e HCA.