La valutazione dei livelli Sierici di Vitamina A ed E in gravidanza

Le vitamine A ed E svolgono un ruolo importante nella salute materna e nello sviluppo fetale

di ALESSANDRA GALZARANO

La vitamina A è un nutriente essenziale necessario in piccole quantità per il normale funzionamento del sistema visivo, può garantire la funzione cellulare per la crescita, la normale funzione immunitaria, il sistema ematopoietico, l’integrità epiteliale, la produzione di globuli rossi, l’immunità e la riproduzione, in particolare durante la gravidanza. La carenza di vitamina A (VAD) non solo aumenta il rischio di aborto, cecità notturna e complicanze della gravidanza, ma ha anche effetti sullo sviluppo embrionale. Una significativa VAD provoca malformazioni fetali, eccessiva vitamina A aumenta invece i rischi alla nascita. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6257734/

La VAD causa molta preoccupazione nelle società povere. La principale causa alla base della VAD è una dieta povera di vitamina A che può portare a non soddisfare i bisogni fisiologici.  Tra il 1995 e il 2005, il tasso VAD globale era del 15,3% con l’Asia che presenta la più alta diffusione (18,4%).

I livelli sierici di vitamina A piuttosto bassi, nella gravidanza tardiva, potrebbero essere correlati allo stato di salute, alla dieta, ai livelli ormonali ed a molti altri fattori. L’OMS raccomanda l’integrazione di vitamina A durante la gravidanza o in qualsiasi momento durante l’allattamento in aree con significativa presenza di VAD. Le donne in gravidanza hanno un fabbisogno basale di 370 μg/die, una dose massima di 3.000 μg/die e una dose giornaliera raccomandata (RDA) di 770 μg/die.

La vitamina E è il micronutriente necessario per mantenere il normale metabolismo e la funzione del corpo, con proprietà antiossidante. Le donne in gravidanza hanno un metabolismo veloce, un aumento della produzione di radicali liberi ed un aumento della perossidazione lipidica. Pertanto bassi livelli di vitamina E possono portare all’eccessiva presenza di radicali liberi con conseguente invecchiamento della placenta, lesioni vascolari endoteliali, aumento dell’incidenza dei disturbi ipertensivi, danneggiamento della membrana fetale con conseguente aumento del rischio di rottura prematura. La vitamina E ha attività anticoagulante dunque l’eccessiva presenza può avere un impatto sulla coagulazione del sangue nel feto, aumentando il rischio di alti livelli di bilirubina e ittero per i neonati. Inoltre, l’eccessiva vitamina E ha un effetto antagonistico sulle altre vitamine liposolubili nel sangue delle donne in gravidanza, non favorendone l’assorbimento.

In conclusione, il buono stato nutrizionale durante la gravidanza non solo può garantire le normali funzioni fisiologiche e mantenere la madre sana, ma è anche fondamentale per lo sviluppo del feto. Rilevando i livelli sierici di vitamina A ed E nelle donne in gravidanza e valutando il loro stato nutrizionale vitaminico è possibile ridurre il rischio di anomalie fetali e difetti congeniti.