Al via la ricerca italiana sul lipedema

Il lipedema è una patologia rara del tessuto adiposo, sottodiagnosticata o maldiagnosticata come obesità o linfedema

 di GEMMA LOU DE SANTIS

Il lipedema è una malattia cronica del tessuto adiposo sottocutaneo che colpisce prevalentemente le donne, infatti gli uomini affetti sono stati riportati in letteratura solo come case report in condizioni associate a livelli più alti di estrogeni e più bassi di testosterone come l’ipogonadismo maschile e le patologie epatiche. Ad esordio solitamente alla pubertà, in gravidanza o in menopausa, viene spesso erroneamente diagnosticata come linfedema primario o come obesità. Le pazienti presentano un aumento simmetrico ed anormale del tessuto adiposo a causa di deposizioni di grasso sottocutaneo associato ad edema spesso lieve, coinvolgendo dai fianchi progressivamente i glutei, le regioni della coscia e del polpaccio fino alle caviglie, determinando un ingrossamento degli arti inferiori sproporzionato rispetto alla parte superiore del corpo.

L’esatta eziologia del lipedema non è ancora conosciuta ma sono state proposte diverse ipotesi. Si sospetta che abbia una suscettibilità poligenetica influenzata dai cambiamenti ormonali femminili. Questi geni, che codificano per vasculo o linfangiogenesi sotto l’influenza di estrogeni, probabilmente causano la disfunzione della barriera endoteliale e la linfangiopatia. Inoltre, l’estrogeno svolge un ruolo importante nell’innervazione simpatica specifica delle regioni del tessuto adiposo sottocutaneo. Questo potrebbe spiegare le anomalie di innervazione e l’infiammazione concomitante dei nervi sensoriali. Le pazienti, infatti, lamentano dolore, dolorabilità ed ecchimosi spontanee delle aree interessate con sensibilità da moderata a grave a digitopressione o pizzicamento, anomalie dell’arco plantare, pelle fredda e dolore indotto da traumi spontanei o minori. Come complicanze a lungo termine, date dall’aumento di peso, si riscontrano danni all’anca e al ginocchio con mobilità ridotta e alterazioni del sistema linfatico che porta a lipo-linfedema e cellulite. Il lipedema si traduce a livello psicologico in notevole frustrazione e angoscia.

La diagnosi viene solitamente effettuata sulla base delle caratteristiche cliniche. Si distinguono tre stadi e quattro tipi: la pelle può essere liscia ma il grasso sottostante è aumentato e contiene noduli (stadio 1); la pelle può essere indentata su noduli e masse di grasso più grandi (stadio 2); la pelle può contenere depositi e pieghe su una maggiore massa grassa con lobuli deformanti caratteristici (stadio 3); lo stadio 4 è caratterizzato dallo sviluppo di lipo-linfedema. Il grasso può distribuirsi ai fianchi ed ai glutei (tipo I), dai fianchi alle ginocchia (tipo II), dai fianchi alle caviglie (tipo III), può colpire solo le braccia (tipo IV) ma nell’80% dei casi è combinato ai tipi II e III. Più raro è il tipo V dove sono colpite solo le gambe.

Il trattamento conservativo è multidisciplinare e comprende il supporto nutrizionale per il controllo del peso corporeo, consulenza psicologica e terapia compressiva. Fra i trattamenti chirurgici la liposuzione potrebbe determinare un miglioramento della sintomatologia, in quanto ridurrebbe l’edema, il dolore e le ecchimosi spontanee, la sensibilità alla pressione oltre a determinare un miglioramento estetico e, di conseguenza, un importante miglioramento della qualità della vita.

Le attuali conoscenze sul lipedema sono scarse ma l’interesse scientifico è in aumento. Sono necessari ulteriori studi per conoscerne le cause, la reale prevalenza e consentire una diagnosi precoce. La diagnosi e il trattamento devono essere effettuati precocemente per prevenire le complicazioni associate ad un aumento della morbilità funzionale ed estetica.

Per approfondire le conoscenza sulla patologia e arrivare quanto prima a una terapia personalizzata, il gruppo di ricerca della Sezione di Nutrizione clinica e Nutrigenomica, del’Università degli studi di Roma Tor Vergata, diretto dal Prof. Antonino De Lorenzo, ha iniziato uno studio clinicoosservazionale coordinato dalla Prof.ssa Laura Di Renzo, sulle pazienti con diagnosi di lipedema. I primi risultati della ricerca saranno presentati al I Congresso Internazionale organizzato dall’Associazione Lipedema Italia entro la fine dell’anno a Roma, presso l’Università degli studi di Roma Tor Vergata.

Bibliografia

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