Basta il profumo

Resistere alla voglia di cibo spazzatura è semplice, basta annusarlo!

di CARMEN COLICA

Sembrerebbe un controsenso, dato che l’olfatto è determinante nello stimolare l’appetito. Quante volte, passando davanti, per esempio, ad una panetteria o ad una pasticceria siamo quasi ipnotizzati dalle fragranze che si sprigionano dal loro interno e sentiamo l’acquolina in bocca. Eppure, proprio l’odore dei cibi può venirci in aiuto per combatterne il desiderio.

Da uno studio statunitense, pubblicato sulla rivista Journal of Marketing Research, emerge che annusare per trenta secondi il cosiddetto cibo spazzatura può spingere a desiderare di mangiarne, ma annusarlo per più di due minuti porterà invece a preferire dei cibi sani. Gli autori dello studio lo hanno constatato mediante una serie di tests effettuati utilizzando un nebulizzatore non evidente che emanava alternativamente, il profumo di cibi salutari e quello di cibi “malsani”. Per la ricerca sono stati utilizzati 4 alimenti contrapposti a coppie, ovvero mele contro pizza e fragole contro biscotti. I ricercatori hanno scoperto che i partecipanti esposti all’odore dei biscotti per circa trenta secondi erano più propensi a volerli mangiare, ma quelli che venivano esposti per più di due minuti, non li hanno trovati più tanto desiderabili, e invece hanno preferito mangiare delle fragole. Gli stessi risultati sono stati riscontrati testando l’accoppiata di profumo di pizza e di mele. 

Un primo esperimento è stato eseguito in una caffetteria frequentata abitualmente da circa 900 studenti: diffondendo nell’ambiente un aroma di pizza, soltanto il 21% dei ragazzi ha deciso di ordinare cibi poco salutari; al contrario, con il profumo di mela la percentuale dei pasti ad alto contenuto di grassi è salita al 40%, a fronte di una media, in assenza di particolari sollecitazioni olfattive, del 36%. Lo studio è stato poi esteso ai cibi dolci; nello specifico, 250 persone sono state sottoposte a due differenti tipologie di profumi, di biscotto e di fragola, coloro che sono rimasti a contatto con l’essenza di biscotto per meno di 30 secondi hanno poi scelto di mangiare fragole nel 55% dei casi, ma la percentuale è salita addirittura al 78% quando il contatto con il profumo del biscotto è stato prolungato oltre i due minuti.

Dunque, il profumo di cibo ambientale può soddisfare direttamente la voglia di mangiarne, questo perché il cervello non differenzia necessariamente la fonte del piacere sensoriale. Dal momento che i cibi sani come frutta e verdura generalmente non emanano molto profumo ambientale, a livello del subconscio non sono connessi con la ricompensa, quindi hanno poca efficacia nell’influenzare le scelte alimentari. Il cibo spazzatura, al contrario, è molto aromatico e questa sua caratteristica è un’arma a doppio taglio, in quanto il forte aroma, se percepito per un tempo sufficientemente lungo, può soddisfare l’olfatto e, quindi, la voglia di mangiarne, aiutando il cervello a propendere per un cibo più sano.

Precedenti ricerche hanno mostrato che sia la luce che il volume della musica influiscono sulla scelta del cibo. Tuttavia, questo è il primo studio a dimostrare che un senso può compensarne un altro.

I ricercatori ritengono che questo approccio al cibo potrebbe aiutare a mettere in atto strategie per mangiare più cibo sano e meno cibi pieni di zuccheri e grassi, sostenendo che sottili stimoli sensoriali come i profumi possono essere più efficaci nell’influenzare le scelte alimentari delle persone rispetto a politiche restrittive.

Bibliografia

Biswas D. and Szocs C. The Smell of Healthy Choices: Cross-Modal Sensory Compensation Effects of Ambient Scent on Food Purchases. J. Mark. Res. 2019, 56(1): 123-141. doi: 10.1177/0022243718820585.

Sitografia

http://scienzaesalute.blogosfere.it