La genetica della magrezza

Uno studio dell’Università di Cambridge tenta di caratterizzare la magrezza dal punto di vista genetico

di GIULIA BIGIONI

Sembrerebbe, ad una prima lettura, quasi di leggere una condanna per chi quotidianamente lotta con la bilancia, tuttavia ad uno sguardo più attento emerge la reale portata di questo risultato.

Pubblicata su PlosOne, una nota rivista del settore, un gruppo di scienziati di Cambridge in collaborazione con colleghi dell’Università del Colorado, hanno messo in evidenza come le variazioni di peso tra diversi individui possano essere attribuite ad un diverso assetto genetico. Poco conta la nostra reale voglia di dimagrire, se abbiamo una genetica poco favorevole. In particolare, se alcuni dei nostri geni o zone del genoma non collaborano e anzi remano contro le nostre intenzioni, ne consegue, tradotto in parole povere, una nostra maggiore suscettibilità a prendere peso.

Lo studio ha messo a confronto una popolazione di 1456 soggetti affetti da obesità severa verso una corrispondente di 1471 magri, confrontandola con una popolazione normale, e sono emerse delle significative differenze in quelle che in biologia chiamano loci genetici. Il termine locus genico (plurale loci) indica la posizione di un determinato gene o sequenza di DNA, particolarmente significativa, all’interno di un cromosoma. Gli autori sono arrivati a coniare il termine di architettura genica della magrezza, come ad indicare una struttura e una distribuzione caratteristica di particolari zone del DNA presenti nel genoma della popolazione di magri. Struttura questa determinata geneticamente e quindi soggetta alle leggi dell’ereditabilità, come anche indicato dalla storia di magrezza presente nelle famiglie di quest’ultimi.

Come riportato, appare evidente che, chi ha la fortuna di nascere con una certa struttura non deve compiere nessuno sforzo per mantenersi in forma al contrario di chi porta con se una genetica sfavorevole. Tuttavia poi le cose non sono così semplici, al contrario come suggeriscono gli autori dello studio, conoscere la base genetica della magrezza aiuta a comprendere i meccanismi che sottendono al controllo del peso corporeo e fornisce uno strumento indispensabile per l’identificazione degli strumenti necessari alla lotta contro l’obesità. https://doi.org/10.1371/journal.pgen.1007603