Il verde che non c’è

Malattie del sistema respiratorio e fastidi oculari sono più frequenti negli ambienti altamente urbanizzati

di GIULIA BIGIONI

Sembrerebbe un’osservazione banale ma è stato dimostrato in modo scientifico che il vivere in ambienti fortemente cementificati favorisce i disturbi al sistema respiratorio e i fastidi oculari soprattutto nella popolazione infantile.

Risultati alla mano un recente lavoro appena uscito sulla rivista internazionale Environmental Health mostra come l’ambiente urbanizzato sia in grado di condizionare la salute umana indipendentemente dalla presenza di fonti dirette di inquinamento.

Il lavoro pubblicato da un gruppo di ricercatori italiani del CNR sostiene infatti che anche in assenza di fabbriche o presidi industriali la presenza del cemento è una condizione di per se favorente alcuni disturbi rispetto alla vicinanza con un bosco o area verde. https://doi.org/10.1186/s12940-018-0430-x

Lo studio ha preso in esame una popolazione di 244 bambini in età scolare tra gli 8 e i 10 anni, in una zona suburbana della città di Palermo di circa 11 Km2 intensamente edificata, e mediante un questionario distribuito nelle scuole è stato analizzato il livello di disturbo riportato dai bambini e messo in relazione alle loro zone di residenza. Oltre alla distinzione tra aree verdi e aree cementificate sono state utilizzate le misure dei livelli di biossido di azoto (NO2), quale indice della vicinanza a strade oggetto di traffico intenso.

I bambini che vivono nelle aree a maggiore cementificazione, hanno segnalato una maggiore frequenza di sintomi oculari e altra sintomatologia come cefalea e stanchezza, in confronto con i loro coetanei che vivono in aree urbane meno cementificate o dove sono presenti anche aree verdi. La situazione poi è ulteriormente peggiorata dalla vicinanza con le strade caratterizzate da più elevate esposizioni di NO2 che determina un aumento dei disturbi oculari come lacrimazione, bruciore e anche dei disturbi nasali.  

In generale, sebbene siano assenti le classiche fonti di inquinamento, come i presidi industriali, la semplice presenza di un ambiente più cementificato è già di per se sufficiente a determinare un aumento dei sintomi descritti. La ricerca riporta in conclusione quanto sia urgente una pianificazione urbanistica a misura dell’infanzia, soprattutto orientata alle politiche di prevenzione sull’inquinamento ambientale che non sono più procrastinabili nel tempo.