Le preziose qualità del caffè

La bevanda cosmopolita, oltre alle note caratteristiche eccitanti, possiede considerevoli proprietà salutistiche

di CARMEN COLICA

Le origini del caffè sono remote. Alcuni storici, infatti, esaminando scritti risalenti al 900 d.C. hanno decodificato accenni a una bevanda medicinale che sembra essere proprio il caffè.

Secondo un’antica leggenda, un pastore abissino di nome Kaldi, portando il suo gregge a pascolare, aveva notato nelle capre una certa iperattività a seguito dell’ingestione di particolari bacche rosse, assaggiatele sperimentò su di lui lo stesso effetto energizzante. Donò alcune bacche ai monaci di quella regione che le utilizzarono come rimedio per vegliare durante le notti trascorse in preghiera. Da allora in poi il caffè è stato utilizzato come rinvigorente naturale. All’inizio, le bacche venivano masticate e poi inghiottite, successivamente, in seguito ad un incendio che, bruciando le piante di caffè, ne sparse l’odore per chilometri, si cominciò a tostarlo per ricavarne poi una bevanda in cui se ne preservasse il gradevole aroma.

Secondo alcune fonti il caffè proviene da Kaffa, regione etiopica montuosa, da cui prende il nome. La coltivazione si diffuse presto nella vicina penisola arabica, dove la sua popolarità beneficiò del divieto islamico nei confronti delle bevande alcoliche; qui prese il nome di “K’hawah”, che significa “rinvigorente”. Secondo altre fonti, il nome deriva dalla parola araba qahwe, che significa bevanda fatta con i vegetali: quindi anche il vino. Ed è proprio come “vino d’Arabia” che la gustosa bevanda nera arrivò in Europa agli inizi del XVII secolo, grazie agli scambi commerciali dei mercanti veneziani della Serenissima Repubblica Marinara.

Il caffè veniva considerato dai sacerdoti la bevanda del diavolo a causa dei suoi effetti eccitanti ed energetici e per questo motivo venne chiesto a Papa Clemente VIII di vietarlo in modo da impedirne la diffusione. Pare però che il Papa, prima di emanarne il divieto, lo assaggiò e restando conquistato dal gusto decise di ribattezzarlo come bevanda cristiana. Così il caffè fondò le sue origini anche in Italia, dove Venezia fu la prima città ad allestire spazi pubblici dove poter gustare caffè. Nel 1683, dopo le battaglie tra l’esercito turco e quello austriaco, le truppe turche sconfitte tolsero in gran fretta l’assedio di Vienna abbandonando grandi quantità di caffè; gli austriaci, entusiasti della bevanda, aprirono le loro prime caffetterie. Col ‘700 le botteghe del caffè si diffusero e prosperarono, in Europa e nel resto del mondo, come luoghi di incontro, di cultura, di sapere, di scambio di notizie e di storie, il caffè divenne così una bevanda sociale come tutt’oggi è considerata, a prescindere dai diversi modi in cui viene preparato.

Lo sviluppo della scienza dell’alimentazione ha portato all’individuazione delle sue numerose proprietà, non solo eccitanti, ma anche digestive, dimagranti e, soprattutto, antiossidanti. L’acido caffeico e i suoi derivati, infatti, possiedono proprietà antiossidanti, dovute a un insieme eterogeneo di composti, detto “fitocomplesso”, anche a basse concentrazioni. L’acido caffeico è presente in tantissimi ortaggi e frutti: mele, prugne e pere, ma principalmente nel caffè e, soprattutto negli estratti di caffè verde. Nei chicchi di caffè che non vengono sottoposti al processo di torrefazione si ritrova anche l’acido clorogenico, un prodotto dell’acido caffeico.

L’acido caffeico, contrasta l’azione nociva dei radicali liberi e aiuta l’organismo, a mantenersi in salute, è un valido ausilio per i processi metabolici, favorendo la diminuzione dei depositi adiposi, e interviene a riequilibrare i livelli degli zuccheri nel sangue. L’acido clorogenico, inibendo l’enzima glucosio-6-fosfatasi, è in grado di ridurre la quantità di glucosio endogeno, inoltre, inibisce l’enzima α-glucosidasi, che interviene nell’assorbimento dei carboidrati; porta così a una diminuzione del livello di lipidi, aiutando l’organismo nell’accelerazione dei processi metabolici, che favoriscono la perdita di peso gradualmente.

Oltre agli effetti antiossidanti e antimutageni, l’acido caffeico e i suoi derivati godono di proprietà antinfiammatorie, grazie alla loro capacità di inibire le ciclossigenasi (meccanismo d’azione tipico dei FANS) e altri enzimi chiave coinvolti nel processo infiammatorio. L’insieme di queste caratteristiche funzionali è utile anche nel proteggere la pelle dagli effetti dannosi delle radiazioni UV, in particolare UVB ed UVC (le più pericolose). Questi preziosi “fitocomplessi” sono contenuti in molte altre piante, come carciofo, cicoria, tarassaco, cardo ecc..

Grazie ai loro numerosi effetti biologici, gli acidi fenolici e i loro derivati stanno trovando molta applicazione nell’industria cosmetica, grazie anche alla capacità di migliorare la circolazione sanguigna. Infatti, l’acido clorogenico, contenuto in creme per il viso, per il corpo e per i capelli, riattivando il microcircolo migliora il veicolo dei principi attivi contenuti nei cosmetici e contrasta la caduta dei capelli, inoltre, stimolando il drenaggio nei tessuti e la rimozione dei liquidi in eccesso, è efficace nel trattamento della cellulite e delle adiposità localizzate, nonché per contrastare borse e occhiaie. Ovviamente tutto ciò si verifica se vi si associa una corretta alimentazione ed una giusta attività fisica.

Ancora una dimostrazione di quanto sia più che mai attuale e fondata l’affermazione di Ippocrate: “Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”.