Dolce ma non troppo

Sostituire lo zucchero con gli edulcoranti sintetici o naturali non aiuta il controllo del peso corporeo

di GIULIA BIGIONI

Parlare di zuccheri e dolcificanti adesso che si sono da poco concluse le abbuffate di fine anno sembrerebbe quasi fuori luogo ma le ricerche scientifiche in questi campo non si fermano mai, considerando che gli edulcoranti artificiali e il loro uso sono oggetto di indagine continua da parte della comunità scientifica. Quindi è sulla base di questa premessa che si è voluto constatare se, nei regimi dietetici che si prefiggono come obiettivo il controllo ponderale, esiste realmente un vantaggio nel loro uso.

È noto che nell’incoraggiare la popolazione ad adottare uno stile di vita sano la prescrizione ad evitare o quantomeno limitare il consumo di alimenti ricchi di sale, grassi e zuccheri rappresenta la base per la prevenzione di malattie quali il diabete e l’obesità. Noi consumatori, interessati principalmente alla riduzione dell’apporto calorico, ci orientano quindi al consumo di prodotti alimentari contenenti edulcoranti piuttosto che zuccheri semplici, nella convinzione di ridurre ulteriormente le calorie giornaliere. Tuttavia, la certezza di una loro innocuità è ancora sotto osservazione, inoltre sembrerebbe che la sostituzione degli zuccheri semplici con queste sostanze non giovi poi ai nostri obiettivi.

L’indagine, una meta analisi, condotta da un gruppo di autori franco tedeschi e pubblicata sul British Medical Journal è partita dall’analisi di più di 13.000 lavori pubblicati che avevano per oggetto la valutazione degli effetti di diversi edulcoranti artificiali e non, rispetto allo zucchero semplice, sulla popolazione adulta e su bambini, sovrappeso o obesi.  https://www.bmj.com/content/364/bmj.k4718

I risultati di questa analisi hanno mostrato spesso risultati contraddittori tra uso di edulcoranti ed effetti sulla salute. In particolare, alcuni studi riportano un’associazione positiva tra l’uso di edulcoranti e riduzione del rischio di diabete di tipo 2, incidenza di sovrappeso e obesità, altri al contrario non hanno mostrato alcun benefico effetto nella sostituzione degli zuccheri semplici con sostanze a ridotto apporto calorico. In aggiunta a questo mancato effetto sembrerebbe invece aumentare il rischio di patologie come il cancro. 

Interessante è il dato ottenuto sulla popolazione di bambini, dove è stato osservato un leggero aumento dell’indice di massa corporea con i dolcificanti di sintesi rispetto allo zucchero, anche se queste piccole differenze andranno verificate. Più solido è sembrato invece il dato ottenuto sulla popolazione in sovrappeso o obesa, sia adulta che bambini, che impegnati attivamente nel perdere peso non hanno ottenuto alcun giovamento dalla sostituzione dello zucchero con le altre sostanze edulcoranti.

Viene da chiedersi allora a che scopo ci prodighiamo per sostituire gli zuccheri semplici se poi non ne otteniamo nessun vantaggio, al contrario ci portiamo dietro i dubbi e le perplessità di natura sanitaria correlati al loro uso. Se proprio vogliamo fare una radicale sostituzione sarebbe sicuramente più opportuno sostituire le bibite nel loro complesso e orientarci alla ben più salutare acqua, magari con le bollicine.