Astenia: stato di stanchezza cronica che spopola in inverno

Adinamia organica che si manifesta anche in assenza di attività fisica. Scopriamo di più!

di ALDA ATTINA’

Il termine astenia definisce uno stato di stanchezza organica che il paziente avverte anche in assenza di attività fisica di grado intenso o moderato. Talvolta, l’astenia viene accompagnata da una componente psicogena che provoca uno stato stressogeno di ansia nel soggetto astenico. La fisiopatologia dell’astenia configura lo stato astenico come un epifenomeno di una vasta gamma di affezioni.

Nell’ambito del fenomeno astenico, la Sindrome della Stanchezza Cronica (Chronic Fatigue Syndrome, CFS) è un’entità nosologica della durata di circa sei mesi che si manifesta in seguito ad attività fisica di lieve entità in soggetto con salute cagionevole, protagonista di faringiti ricorrenti, con stato ansioso-depressivo e dolori muscoloscheletrici.

Sebbene il quadro clinico del paziente astenico cronico possa sembrare abbastanza intuitivo, molte volte viene tralasciata la più importante delle derivazioni, quella nutrizionale. Difatti, numerose sono le evidenze eziopatogeniche di tipo nutrizionale della Chronic Fatigue Syndrome.

Dati in letteratura hanno correlato i bassi livelli di metionina circolante nei soggetti con CFS all’efficienza delle reazioni di metilazione. Le reazioni di metilazione, con la loro cessione di gruppi metilici, sono estremamente connesse al metabolismo dei folati e della vitamina B12, alla produzione di creatina e del coenzimaQ. Le metilazioni intervengono anche nelle reazioni di sulfurazione con produzione di composti ad azione antiossidante tra cui il glutatione e la cisteina. In un paziente con ciclo della metilazione alterato, si osservano livelli di metionina molto bassi con seguente aumento del suo precursore, l’omocisteina, il cui accumulo intracellulare è potenzialmente tossico. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27573827

A causa della scarsità di funzionamento del processo di transulfurazione, anche i livelli di cisteina e glutatione saranno al di sotto della norma in caso di astenia. Metilazione e transulfurazione possono essere regolate dalla supplementazione con acido folico e vitamina B12. Una integrazione intelligente mira a garantire i livelli adeguati di selenio, microelemento che costituisce la glutatione perossidasi, enzima chiave nell’azione antiossidante cellulare. In pazienti con deficit di glutatione perossidasi, si manifestano delle anomalie mitocondriali ove l’accumulo di radicali liberi, inibisce l’azione della superossido dismutasi con mancata produzione di ATP. La carenza di glutatione perossidasi può creare affezioni nel ritmo cardiaco con ipotensione e tachicardia in ortostatismo.

Il quadro sintomatologico dei pazienti con CFS è completato da alterazioni della concentrazione di serotonina e melatonina che, in assenza di metilazione, portano ad un depauperamento di neurotrasmettitori disponibili.

Come contrastare la stanchezza cronica con l’alimentazione?

Il menù autunnale del paziente astenico deve essere formulato in modo che la dieta possa fornire alimenti ad una elevata qualità nutrizionale ricchi in vitamine del gruppo B e microelementi. Nel particolare, si consiglia di consumare giornalmente ortaggi a foglia larga per l’acido folico; pesce azzurro e carni magre preferibilmente biologiche e uova quali fonti di vitamina B12, tali da soddisfare il fabbisogno di 320 ug per l’acido folico e 2 ug al giorno per la vitamina B12. A differenza dello Zolfo, contenuto in una vasta gamma di alimenti e per il quale non esiste un livello di assunzione di riferimento, l’intake di Selenio deve essere garantito attraverso l’apporto quotidiano di cereali integrali, di legumi (circa tre volte la settimana), di formaggi stagionati (circa due volte la settimana), crostacei e pesce azzurro di piccola taglia (almeno tre volte la settimana).

La nutrizione si dirige verso la personalizzazione e la precisione dell’intervento dietetico, tale da rendere l’approccio nutrizionale una vera e propria terapia atta alla cura e alla prevenzione delle affezioni morbose.