Dieta e infertilità maschile

Correlazione tra la dieta e il rischio di sviluppare infertilità maschile, evidenze scientifiche

di ALESSANDRA GALZARANO

Negli ultimi decenni si è registrato un aumento dell’incidenza dell’infertilità nella popolazione, generando una grande preoccupazione dal punto di vista clinico, essa colpisce il 15% delle coppie in età riproduttiva. Sono diversi i fattori associati alla sterilità: l’età avanzata, la presenza di alterazioni strutturali nel sistema riproduttivo, inquinamento ambientale e stile di vita.

Da più studi, si evidenza che l’obesità maschile e alcuni componenti della dieta possono giocare un ruolo chiave nella modulazione della spermatogenesi, sulla maturazione dello sperma e sulla sua capacità fertilizzante, ad esempio, l’obesità maschile è stata correlata ad una compromissione della riproduttività a causa del suo effetto sulla struttura molecolare e fisica dello sperma così come l’insulino-resistenza e il diabete.

Una dieta ipercalorica, gli acidi grassi trans, i grassi saturi o il colesterolo alto sono stati associati a disfunzione testicolare, che potenzialmente coinvolge alterazioni della spermatogenesi,  l’elevato indice glicemico degli alimenti, la dieta ricca di carboidrati e l’elevata assunzione di proteine animali pregiudicano anch’essi la fertilità; gli acidi grassi omega-3 e omega-6, basso indice glicemico ed una dieta povera di carboidrati, proteine vegetali e antiossidanti invece hanno un effetto positivo sulla fertilità. Gli Integratori di carnitina, coenzima Q10 e selenio hanno effetti positivi sulla qualità dello sperma, gli isoflavoni invece hanno un impatto negativo sulla fertilità maschile ma migliorano la salute sessuale delle donne in menopausa.

Secondo evidenze scientifiche e dalla letteratura si evince che la prevenzione e una dieta sana possono migliorare la qualità dello sperma ed i tassi di fecondabilità (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28333357).