L’Amarone della Valpolicella: la storia di un vino Italiano nato per caso e divenuto il più venduto al mondo

“Ma questo non è amaro, è Amarone!”. Ha così inzio la storia del vino che caratterizza la Valpolicella, zona collinare a nord di Verona

di CLAUDIA LEGGERI

Una storia singolare, quella dell’Amarone della Valpolicella, perché sembra sia nato per caso dal vino dolce Recioto, da una botte dimenticata all’angolo di una cantina, nella quale il processo fermentativo si concluse completamente, dando vita ad un vino rosso secco, amaro e di grande struttura.

Nel dopoguerra in Valpolicella si produceva il Recioto Amaro, un vino dolce a dispetto del suo nome. E’ tra i più antichi del paese, riconducibile al vino Retico prodotto più di duemila anni fa con uve appassite, che grazie al maggior grado zuccherino permettevano la produzione di un vino dal titolo alcolometrico elevato e quindi idoneo a conservarsi durante i lunghi viaggi compiuti dai Romani per attraversare l’Impero.

Da disciplinare di produzione, l’Amarone della Valpolicella è prodotto attraverso una doppia fermentazione di cui almeno il 75% di uve autoctone quali Corvina, Corvinone, Rondinella e Molinara, e dal 25% di altre uve del territorio Veronese. La raccolta avviene in cassette di legno di 5-6 kg e i grappoli sono attentamente selezionati, sani e con le bucce intatte. Una parte di uve fresche viene immediatamente vinificata e fatta fermentare in tini di acciaio, la restante parte (fino al 65%) viene fatta appassire su graticci o tavole di legno, in fruttai in collina per sfruttare la migliore ventilazione e la scarsa umidità. L’appassimento delle uve è un processo delicato e controllato che dura fino a 4 mesi, durante i quali il peso dei grappoli può scendere del 30-40%. Così si ottiene un succo concentrato, ricco di zuccheri ed estratti, spesso impreziositi dall’attacco della muffa nobile Botrytis Cinerea. La vinificazione delle uve appassite non può avvenire prima del 1° dicembre, salvo diverse direttive del consorzio legate a particolari condizioni climatiche, e consiste nell’unione nello stesso tino di macerazione delle uve fresche precedentemente fermentate. La macerazione è lunga, tale da portare all’ottima estrazione dei tannini e dei pigmenti, la seconda fermentazione è lenta, interrotta nel Recioto dopo 40 giorni, mentre per l’Amarone si protrae per 90 giorni grazie all’azione dei Saccaromyces bayanus, lieviti attivi ad elevati valori di alcol etilico, che portano ad un vino dal titolo alcolometrico del 15-16%. Dopo un riposo di almeno 2 anni, in botti di rovere o in barrique, si ottiene l’Amarone della Valpolicella DOCG. La versione “Riserva” richiede un periodo di invecchiamento di almeno 4 anni. amarone 2

Il vino è straordinario, dal colore rosso rubino, intenso all’olfatto e al gusto, dai sentori di fiori rossi appassiti, ciliegia sotto spirito e mandorla. Con l’evoluzione sviluppa profumi di noce moscata, cannella e cuoio. E’ vellutato, corposo ed equilibrato, con un’elegante trama tannica ed una sorprendente persistenza aromatica che lascia in bocca note di spezie dolci. Si può abbinare con cibi dall’aroma persistente come il tartufo, carni brasate, bolliti e formaggi stagionati. Un vino di facile comprensione tale da renderlo il più venduto all’estero.

Bibliografia

http://www.aisitalia.it/testi-del-2-livello.aspx#.WndfX2ah2qA Il Vino in Italia, Associazione Italiana Sommelier – AIS

http://www.aisitalia.it/testi-del-3-livello.aspx#.WndfiWah2qA Il Cibo e Il Vino, Associazione Italiana Sommelier – AIS

Sitografia

http://www.consorziovalpolicella.it/it/