Pasta italiana ovunque e sempre

Gli spaghetti sono il formato più conosciuto al mondo. Il successo planetario del “made in Italy” è dovuto al salutare piacere gastronomico, che non ha eguali

di SILVIA BASSI

Si è celebrato lo scorso 25 ottobre il World Pasta day con Dubai, negli Emirati Arabi, capitale mondiale della pasta. Proprio a Dubai si svolgerà “Expo 2020”, centro nevralgico di turismo, commercio e ristorazione. La giornata mondiale della pasta è stata l’occasione per celebrare il piatto tradizionale degli italiani che ora fa gola a tutto il mondo.

Secondo le elaborazioni di “Aidepi”, l’associazione dei pastai di casa nostra, sono aumentate le nazioni destinatarie (oggi quasi 200) della pasta ed è più che raddoppiata la quota export, da 740mila del 2016 a oltre 2 milioni di tonnellate nel 2018; più della metà della produzione. Germania, Gran Bretagna, Francia, USA e Giappone si confermano le nazioni più ricettive verso la pasta italiana. Secondo Aidepi un forte incremento delle esportazioni è stato registrato quest’anno anche verso Russia, Olanda, Arabia Sauditae Australia. Da questi dati si evince che la pasta è il prodotto italiano più amato al mondo, ma anche un patrimonio gastronomico e culturale universalmente condiviso

Per Coldiretti “l’’Italia è il principale produttore europeo e secondo mondiale di grano duro, destinato alla pasta, con 4,3 milioni di tonnellate, su una superficie coltivata pari a circa 1,3 milioni di ettari che si concentra nell’Italia meridionale, soprattutto in Puglia e Sicilia. Gli italiani sono i maggiori consumatori mondiali di pasta con una media di 23 chili all’anno pro-capite”.

In occasione della giornata del “World pasta day2018.worldpastaday.org sono stati divulgati studi e ricerche scientifiche sui salutari benefici di un piatto di pasta, che non fa ingrassare e rende felici. Gli spaghetti sono, dunque, il formato di pasta più conosciuto al mondo, ottimi con il classico sugo di pomodoro o con una varietà di salse a base di verdure, di pesce o con ragù di carne. Da nord a sud, dai pizzoccheri alle trofie, dai pici alle orecchiette, dalle lasagne ai malloreddus, dalle tagliatelle ai ravioli, pare che esistano ben 350 formati diversi di pasta, a dimostrazione del culto quasi religioso che da vari secoli si celebra nelle case delle famiglie italiane per questo tipico piatto della dieta mediterranea e bandiera del “made in Italy”.

Nutrizionisti ed endocrinologici sostengono che è un errore eliminare pasta e carboidrati dalla dieta in quanto è facilmente digeribile e riesce a fornire energia da spendere immediatamente. Un piatto fumante di pasta è un toccasana contro lo stress e si può mangiare anche di sera. Infatti, la pasta favorisce la sintesi di serotonina e di melatonina, quindi ha un effetto rilassante e facilita il riposo. Inoltre, las erotonina procura una sensazione di benessere ed è sintetizzata proprio dal glucosio liberato dalla pasta. Infine, se è vero che la pasta è un carboidrato, è anche quello che ha il più basso indice glicemico, ovvero favorisce la protezione del cuore.