Lotta allo spreco alimentare e imballaggi antimicrobi

L’innovativa soluzione è stata progettata da un consorzio di produttori di packaging con la collaborazione dell’Università di Bologna

di GIULIA BIGIONI

La tecnologia al servizio della freschezza dell’ortofrutta. È questa la missione dell’innovativo imballaggio “Attivo” in cartone antispreco brevettato dal consorzio “Bestack” www.bestack.com in collaborazione con il dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-alimentari dell’Università di Bologna.

Il packaging è il frutto di cinque anni di studi con i ricercatori che hanno messo a punto una miscela di oli naturali che, aggiunta al cartone ondulato, permette di realizzare innovative confezioni in grado di rallentare significativamente il processo di deterioramento dei prodotti ortofrutticoli. I benefici sono duplici: contrastano lo spreco e lo scarto alimentare e consentono di aumentare la sicurezza alimentare rallentando i processi di maturazione e di senescenza della frutta fresca allungando la loro vita nei mercati e senza il ricorso ad additivi chimici.

Nell’arco di tre mesi i ricercatori bolognesi hanno condotto 4.500 analisi e 200 campionamenti su fragole, albicocche, ciliegie e nettarine. In particolare l’inchiesta universitaria ha analizzato le valutazioni sui prodotti a due e a quattro giorni dal confezionamento dimostrando che nell’imballaggio “Attivo” risulta frutta più fresca rispetto all’imballaggio con cartoni tradizionali ed ha in generale un aspetto migliore.

Gli antimicrobici naturali contenuti nel cartone Attivo consentono di disinfettare la superficie degli imballaggi, ridurre le cariche batteriche anche patogene e aumentare la sicurezza alimentare” sottolinea il direttore di “Bestack” Claudio Dall’Agata il quale aggiunge che “non c’è nulla di chimico! È tutto naturale, si utilizzano estratti naturali presenti nei vegetali. Di fatto la frutta nell’imballaggio attivo continua a maturare, per usare uno slogan, come se fosse ancora sul ramo”.

Prolungare nel tempo la conservazione degli alimenti potrebbe generare un risparmio annuo stimato in circa un miliardo di euro con quasi 850 mila tonnellate di frutta e verdura fresca salavate dallo spreco, come ricorda i ricercatori universitari di Bologna sull’utilizzo degli imballaggi innovativi.

Da ricordare che l’Italia è all’avanguardia sulla lotta allo spreco alimentare grazie anche alla legge varata dal Parlamento nell’agosto 2016 dove, fra l’altro, si regolamentano le donazioni degli alimenti invenduti e, soprattutto, stabilisce la priorità del recupero di cibo per donarlo alle persone più povere che in Italia, secondo stime dell’Istat dello scorso mese di luglio, sono più di 5 milioni.

Secondo fonti del Ministero delle Politiche agricole alimentari si calcola che in Italia ogni anno si getta nella spazzatura oltre 5 milioni di tonnellate di alimenti non consumati per un valore di circa 12 miliardi di euro. Ma grazie ad una maggiore sensibilità dei consumatori lo spreco si sta riducendo come certifica il rapporto 2018 di “Waste Watchers” (l’osservatorio delle famiglie italiane sugli sprechi alimentari) secondo cui sei connazionali su dieci dichiarano di gettare il cibo ancora commestibile solo una volta al mese (17%), o addirittura più raramente (43%). Il 16% butta alimenti buoni una volta alla settimana e il 15% ogni due settimane. Ma quasi tutti – il 92% – si sentono tristi e in colpa quando si ritrovano a gettare il cibo. Complessivamente 4 italiani su 10 (il 39%) dichiarano di sprecare meno di due anni fa.