Farnesina – Il valore della tradizione: saper innovare senza sprecare

12/10/2018 Guerra agli sprechi per #FAME ZERO

di ELENA CARRANO

Saper innovare senza sprecare, è questo lo speech chiaro e diretto di apertura della conferenza internazionale organizzata dalla Farnesina in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione.

#FAME ZERO è l’obiettivo mondiale per l’abolizione della malnutrizione entro il 2030. Obiettivo ambizioso ma raggiungibile in un’ottica di azione collettiva multi-stakeholder e multidisciplinare. “È urgente mettere in campo azioni concrete” ha dichiarato il vice ministro agli Affari Esteri, Emanuela Del Re, nei suoi saluti di apertura all’evento sollecitando poi tutti gli attori coinvolti ad azioni sinergiche e coordinate volte a combattere la malnutrizione, restituendo alle popolazioni la loro dignità.

Dopo un lungo trend discendente, la fame nel mondo torna ad essere nuovamente in crescita. Oltre 815 milioni di persone hanno sofferto la fame nel 2016, 38 milioni in più rispetto al 2015; secondo l’ultimo rapporto sullo stato della sicurezza alimentare e nutrizione nel mondo (), il numero delle persone cronicamente denutrite è aumentato a 821 milioni nel 2017, in forte ascesa rispetto agli 804 milioni del 2016. Queste cifre si rivelano ancor più preoccupanti se associate alle previsioni di crescita demografica mondiale previste per il 2050 per cui si stimano 10 miliardi di persone; secondo recenti valutazioni, infatti, per soddisfare la domanda di cibo si vedrà necessario un contestuale aumento della produzione agricola di circa il 50% rispetto la produzione registrata nel 2012. Conflitti, cataclismi legati al cambiamento climatico ed il rallentamento economico si pongono alla base di questo peggioramento, rischiando di erodere tutti i progressi raggiunti nella lotta alla fame e alla malnutrizione.

In un’ottica globale, dunque, sicurezza alimentare e nutrizione sono collegate e si muovono in modo coordinato ad altre importanti sfide globali i cui effetti si influenzano reciprocamente, incidendo tutti in modo negativo nel settore agricolo: povertà, climate change, degrado ambientale, flussi migratori, conflitti.

È necessario dunque spostare l’attenzione verso sistemi alimentari ed agricoli che siano quanto più possibile sostenibili ecologicamente ed equi sia dal punto di vista economico che sociale per una nuova alimentazione. Poiché, infatti, circa l’80% della popolazione povera vive nelle zone rurali dipendendo quasi per la totalità da agricoltura, pesca e sevicoltura l’obiettivo di #FAME ZERO include una trasformazione dell’economia rurale.

Un’alimentazione democratica, salutare ed accessibile a tutti.

Le sfide poste dalla sicurezza alimentare si riflettono pienamente nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e nelle indicazioni declinate dalla Decade di Azione sulla Nutrizione delle Nazioni Unite 2016- 2025, che fanno appello alla comunità internazionale per debellare la fame, garantire la sicurezza alimentare e migliorare la nutrizione agendo attraverso un reale approccio congiunto.

E’ implicito come questo sforzo sottenda anche l’impegno nella riduzione degli sprechi alimentari, da parte dei consumatori quanto di tutti gli attori delle filiere.

La Conferenza ha evidenziato nel corso del suo sviluppo, tutti quei processi e quelle metodologie migliorative nella produttività agricola nel rispetto di uno sviluppo sostenibile, multistakeholder, multisettoriale ed evidence based.

L’imperativo oggi è quindi quello di produrre di più, utilizzando meno risorse ed ottimizzandole a tutela dell’ambiente.

Aumentare la tradizione e le colture locali per contrastare l’insicurezza alimentare nuovamente in crescita, gli sprechi in filiera e di risorse, promuovendo la salute del consumatore quanto la salvaguardia dell’ambiente. Un approccio integrato sullo sfondo di una cooperazione internazionale volta a promuovere tradizione e progresso tecnologico per uno sviluppo sostenibile al centro del quale la Dieta Mediterranea si colloca come modello di dieta sostenibile (http://www.fao.org/3/a-i6583e.pdf).