Più sicurezza alimentare, grazie ai Nas

Sono all’ordine del giorno i controlli presso le attività commerciali per verificare condizioni igienico-sanitarie e corretta preparazione di cibi e bevande, visto che le frodi sono in costante aumento

di SILVIA BASSI

Le cronache dei giornali riferiscono spesso di sequestri di cibi e bevande sofisticate o antigieniche che danneggiano la salute dei consumatori grazie all’attività ispettiva dei Nas (Nuclei antisofisticazioni e sanità) dei Carabinieri www.carabinieri.it. Le frodi alimentari tendono sempre di più ad aumentare, come certificano le recenti operazioni dei Nas. A Salerno, per gravi condizioni igienico sanitarie, sono stati chiusi un impianto di macellazione e un bar gastronomia. Chiusa, sempre nel salernitano, una cucina annessa a un supermercato, perché abusiva. In provincia di Venezia è stata sequestrata una intera cantina vinicola abusiva con 1.794 ettolitri di vino nuovo. In un ristorante dell’avellinese sono stati sottoposti a sequestro amministrativo circa 50 kg di prodotti alimentari privi di tracciabilità.

Inoltre, recentemente, i Nas hanno riscontrato tracce di insetti in confezioni di pomodori secchi distribuiti nei supermercati e così pure una notevole quantità di salsicce stagionate con rischio salmonella. Il dolente elenco delle frodi alimentari non si riscontra solo sui giornali ma anche in televisione: sul canale “Nove” va in onda un programma pre-serale dedicato alle operazioni dei Nas contro le frodi,con documentazione di immagini sia sulle pessime condizioni igieniche di esercizi commerciali che della cattiva conservazione dei cibi, molti dei quali scaduti o mal refrigerati.

Dalle rigorose attività dei Nas si evince che i nemici dell’agroalimentare non sono solo all’estero ma si annidano dentro tutta la penisola. Se altrove si spacciano palesi contraffazioni di molti dei prodotti dell’eccellenza del “made in Italy”, come la “Salsa pomarola”, gli “Spagheroni”, il “Parmesan” e altri marchi che evocano l”’italiansounding” (che consiste nell’utilizzo di denominazione, marchi e immagini che evocano fraudolentemente l’Italia) non meno gravi sono le piraterie alimentari di casa nostra, per ottenere più facili guadagni da parte di commercianti senza scrupoli, ai quali non interessa il rispetto morale per la salute dei consumatori.

L’agro-pirateria d’oltralpe e di casa nostra toglie spazio ai genuini prodotti di qualità, che, secondo stime della Coldiretti, farebbero perdere circa 300 mila posti di lavoro e un mancato incasso di quasi 60 miliardi di euro. Cifre che pesano non solo sulle casse delle aziende italiane ma anche sulla fiducia dei consumatori che, per il crescente timore di frodi, rischiano di allontanarsi dalle eccellenze enogastronomiche, che nel 2017 hanno raggiunto la quota record di 5.047, un primato in Europa.

Secondo una ricerca dell’Isnart (Istituto nazionale ricerche turistiche) di Unioncamere, la prima motivazione di visita in Italia per 1 turista su 4 è l’eccellenza dell’enogastronomia, con una spesa annua di circa 12 miliardi di euro. Proteggere, conservare e incrementare i prodotti gastronomici di pregio dovrebbe essere una missione e un dovere per tutti gli operatori del settore, non solo per i Nas.