Al “Maker Faire Rome” entriamo nel mondo 4.0

La manifestazione espositiva è una grande festa dell’inventiva aperta ad ogni forma di creatività applicata compreso il cibo del futuro

di GIULIA BIGIONI

Dal 12 al 14 ottobre si è svolta alla Fiera di Roma la 6° Edizione di MAKER FAIRE 2018, dove makers e innovatori, le università, le scuole, i centri di ricerca, gli artisti, gli studenti, le imprese e il pubblico si sono incontrati per presentare e condividere progetti e idee innovative.

Organizzato dalla Camera di Commercio di Roma, attraverso la sua Azienda speciale Innova Camera, Maker Faire Rome – The European Edition 4.0 ha messo la città di Roma al centro del dibattito sull’innovazione. Design, elettronica, agricoltura e artigianato digitale, salute e qualità della vita, arte, droni, energia, sostenibilità, open source, il negozio del futuro, area kids, aerospazio, sono stati solo alcuni dei temi di questa edizione. https://2018.makerfairerome.eu/it/

In un programma ricco di eventi, tra industria 4.0, domotica, droni, robotica, stampa 3D, IoT – Internet delle cose, cucina e musica, si è svolto, presso il padiglione Padiglione 4 – Design / Life (Agriculture, Cultural Heritage, Food, Health, Music, New Manufacturing, Sport), il convegno “Mediterranean Hifood tra invenzione e tradizione”, che ha visto la partecipazione di autorevoli relatori. L’industria 4.0 scaturisce dalla quarta rivoluzione industriale, il processo che porterà alla produzione industriale del tutto automatizzata e interconnessa.

Negli ultimi decenni si è assistito a una transizione alimentare, con il passaggio dal consumo di alimenti a base di cereali, frutta e verdura a alimenti ricchi di grassi saturi, di zuccheri semplici e un consumo ridotto di carboidrati complessi, fibre alimentari, frutta e vegetali, con conseguente aumento delle malattie non trasmissibili, quali obesità, malattie cardiovascolari, diabete e tumori. La promozione di corretti modelli nutrizionali basata sui dettami della Dieta Mediterranea Italiana di riferimento e la disponibilità di prodotti alimentari rispondenti a criteri di sicurezza e qualità, quali strumenti di prevenzione primaria rivestono un ruolo fondamentale e costituiscono settori nei quali può e deve svilupparsi la responsabilità collettiva e la capacità individuale nel controllare, mantenere e migliorare lo stato di salute aumentando l’aspettativa di vita.

Lo sviluppo delle scienze -omiche” – secondo la dott.ssa Elisabetta Lupo, direttore del CREA-Alimenti e Nutrizione – “ha aperto la strada alla scoperta, alla caratterizzazione di una infinità di molecole bioattive e alla loro azione sul metabolismo umano. Il passo successivo ha portato alla formulazione di alimenti fortificati con le molecole bioattive, con lo scopo di fornire alimenti ad elevato valore nutritivo. E’ esploso quindi il mercato dei superfood.”

I vegetali contengono una vasta congerie di sostanze che sono di loro esclusiva pertinenza”, afferma il prof. Maura Serafini dell’Università di Roma Sapienza, “sostanze xenobiotiche il cui effetto sull’organismo può variare secondo i soggetti e la quantità ingerita. Questo ha comportato studi sulla loro sicurezza e una normativa sulla loro preparazione e utilizzazione”.

Secondo Laura Di Renzo, professore dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata “il miglioramento della qualità degli alimenti, la valorizzazione del binomio qualità-prezzo e la tutela dei prodotti Made in Italy e della salute del consumatore sono problemi trasversali al sistema agro-alimentare. Per valorizzare la “qualità nutrizionale “di un prodotto alimentare si rende necessario selezionare indicatori della qualità nutrizionale, che siano mantenuti lungo l’intera filiera produttiva, utilizzabili per l’attuazione del processo “Nutrient and Hazard analysis of critical control point” (NACCP). Il processo NACCP rappresenta uno strumento tecnico-sanitario-normativo capace di determinare un cambio di prospettiva comportamentale nella prevenzione delle malattie non trasmissibili attraverso un sistema globale ed integrato di informazione che preveda la trasmissione di informazioni utili per la salute al consumatore stesso, come identificato  dalla vision della medicina 4P. E’ infatti un processo composto da un insieme di procedure operative, analisi dei punti critici di controllo, monitoraggio, implementazione di azioni correttive e trial clinici per verificare e garantire il mantenimento delle proprietà nutraceutiche lungo l’intera filiera produttiva, “dal campo al consumatore”.

Il processo NACCP rappresenta un approccio evoluto finalizzato a conservare sempre elevato il quantitativo nutrizionale attraverso i vari passaggi produttivi, che partono dalle caratteristiche fisico-chimiche dell’areale di allevamento e/o coltivazione, abbracciano gli aspetti di qualità igienica, economico-commerciali e tecnologici e giungono sino allo studio molecolare dell’effetto del nutriente sul consumatore. Infine, permette di predisporre le basi per il conseguimento dei claims nutrizionali per i prodotti, conferendo le necessarie certificazioni salutistiche/nutraceutiche, basate su ricerche nell’ambito agronomico e tecnologico e su studi clinici.