Con la vendemmia arrivano buone notizie per l’ecologia microbica

Uva e polifenoli del vino rosso possono modulare le specie microbiche che colonizzano il nostro intestino

di GIULIA BIGIONI

Vi è un numero crescente di prove che dimostrano il ruolo del microbiota intestinale nella salute umana generale. Le specie batteriche appartenenti ai generi Lactobacillus e Bifidobacterium sono generalmente considerate benefiche e sono comunemente usate nelle preparazioni di probiotici, mentre gli aumenti in alcuni generi come Clostridum, Eubacterium e Bacteroides sono implicati in esiti negativi sulla salute.

Molti studi condotti su modelli animali o in vitro hanno ad oggi dimostrato che i polifenoli da fonti alimentari sono composti bioattivi in grado di aumentare il numero di batteri benefici e ridurre i batteri patogeni grazie alle proprietà antimicrobiche.

Una recente revisione sistematica della letteratura scientifica condotta da Victoria Nash e colleghi, seguendo le linee guida PRISMA, pubblicata su Food Research International, ci fornisce una panoramica dei recenti studi sull’effetto dei polifenoli assunti con il consumo di uva e vino rosso sul microbiota intestinale nell’uomo.

https://doi.org/10.1016/j.foodres.2018.07.019

Sette studi hanno soddisfatto i criteri di inclusione. Uno studio ha esaminato i cambiamenti nel microbiota intestinale dopo l’ingestione di vino rosso disidratato o vino rosso, e sei studi hanno fatto riferimento al ruolo del microbiota intestinale nella formazione di metaboliti fenolici e dei loro effetti.

 Tutti gli studi analizzati, condotti sull’uomo, hanno confermato che i polifenoli ingeriti da uva e vino rosso, modificano il microbiota intestinale sia in termini qualitativi che quantitativi, andando ad aumentare di conseguenza anche i metaboliti fenolici da esso prodotti, che si ritrovano nel sangue, nelle urine, nel liquido ileale e nelle feci. Il consumo di vino rosso incrementa la quota di Enterococcus, Prevotella, Bacteroides, Bifobacterium, Bacteroides uniformis, Eggerthella lenta, e del gruppo Blautia coccoides-Eubacterium rectaleandando e riduce in particolar modo quella di Actinobacteria e, in parte, di Clostridium spp.C. histolyticum.

Anche il vino de-alcolato è in grado di modulare la crescita di Fusobacteria, Firmicutes e la produzione di metaboliti fenolici da parte del microbiota intestinale, suggerendo che la componente alcolica non influisce sul nostro intestino.

L’assunzione di polifenoli derivati dall’uva e dal vino rosso può modulare quindi il microbiota intestinale e contribuire a un’ecologia microbica benefica, che può migliorare i benefici per la salute umana. Inoltre, la quantità di polifenoli dell’uva e del vino rosso assorbiti e attivi può essere modulata dal microbiota intestinale, dimostrando quindi una possibile relazione biunivoca tra il microbiota intestinale e i composti polifenolici.

Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche in ambito clinico per comprendere appieno la complessa relazione tra il microbiota intestinale e i polifenoli da prodotti alimentari prima che qualsiasi indicazione sulla salute possa essere fatta con sicurezza.