La dipendenza da cibo esiste?

Cos’è e in cosa consiste la dipendenza da cibo: un test ti permette di capirlo

di ELVIRA ROSTANZO

È scientificamente provato: le emozioni negative sono alla base della perdita dell’autocontrollo.

Quando siamo arrabbiati , stressati o depressi magiare cioccolata ci fa sentire meglio, un pezzo di pizza può consolarci. Queste sensazioni piacevoli migliorano il nostro umore e ci danno un senso di ricompensa, improvvisamente qualcosa migliora. Tuttavia, il ruolo consolatore del cibo può indurci a comportamenti sbagliati che, in alcuni casi, possono diventare sempre meno sporadici e sfociare nello sviluppo di una dipendenza.

In particolare, il consumo di cibi ad alto contenuto di zuccheri o di grassi, può avere effetti sul nostro cervello e la risposta che si scatena non è molto diversa da quella che si sviluppa in seguito all’uso di droghe. L’enorme varietà di cibi che oggi offre il mercato ci permette di usufruire di prodotti che, seppur diversi, hanno una composizione molto simile. Alcuni ingredienti ascrivibili come “potenzialmente in grado di indurre dipendenza” sono additivi usati per aumentare la palatabilità, oppure grassi e zuccheri raffinati, sale.

Pertanto il consumo di patatine, pizza, dolci, merendine, snack salati e bibite zuccherate può scatenare un meccanismo che altera l’equilibrio ormonale, modificando le informazioni che arrivano al cervello; conclusione: si inizia a mangiare per soddisfare un bisogno edonistico, ma completamente al di fuori dal nostro controllo.

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Descrivere i caratteri di un “food addicted” non è semplice, poiché si ipotizzano diversi fattori che partecipano all’eziologia; da una prospettiva biologica, esiterebbero individui geneticamente e fisiologicamente predisposti allo sviluppo della dipendenza. In aggiunta, alcune ricerche hanno mostrato che la Food Addiction possa essere una condizione neurologica che consiste in un comportamento simile alla dipendenza da sostanze, secondo i criteri del Manuale Diagnostico e  Statistico dei Disturbi del Comportamento (DSM). https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26633647

In alternativa, spiegazioni comportamentali hanno mostrato che la Food Addiction possa essere la conseguenza di un processo maladattativo nella scelta e nel successivo consumo di alcune categorie di alimenti.

L’unico strumento oggi a disposizione per valutare la presenza della dipendenza da cibo è un questionario, la Yale Food Addiction Scale, edito in due versioni validate in italiano, che consente di classificare tre livelli di food addiction (lieve, moderata e severa) in base alla presenza di diversi sintomi. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28780748

Il rischio di sviluppare la food addiction oggigiorno non è da sottovalutare, poiché i cibi più assuefacenti sono quelli che riempiono gran parte degli scaffali dei nostri supermercati, rendendoci tutti soggetti a rischio.

Quindi, cosa fare?

Compilare il test e capire se è presente una dipendenza da cibo, e iniziare a modificare le abitudini alimentari, favorendo più pasti durante la giornata per evitare di essere affamati, e ridurre il consumo di cibi industriali e raffinati!

Link al test https://docs.google.com/forms/d/1WLM93eqYA7Ku3uceZSrN0OX3ywQv3mhbDdTm_R5nl6A/edit