Un piano dietetico per la sindrome PCOS

La dieta chetogenica sembrerebbe essere una terapia ottimale nel trattamento della sindrome dell’ovaio policistico

di ENNIO AVOLIO

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è una sindrome complessa caratterizzata da ovaie ingrandite e da una complessa sindrome dismetabolica.

La PCOS è una sindrome complessa caratterizzata da implicazioni riproduttive e metaboliche. I cambiamenti dello stile di vita, come la dieta e l’esercizio fisico, sono considerati un trattamento di prima linea per le donne affette da PCOS. I trattamenti farmacologici mirano alle disregolazioni ormonali e metaboliche associate alla malattia come l’insulino-resistenza, l’anovulazione, l’irsutismo e le irregolarità mestruali.

Molti ricercatori hanno riferito che la PCOS inizia spesso con il menarca nelle adolescenti. I modelli animali attualmente disponibili sui quali effettuare degli studi, si concentrano sulle caratteristiche ovariche ma non metaboliche della PCOS. Pertanto, alcune ricerche hanno ipotizzato che una dieta chetogenica a basso contenuto di carboidrati, in ratti in età pre-puberale, possa migliorare l’evoluzione della PCOS sia in termini di funzionalità riproduttiva che metabolica. Comunque, per validare l’associazione tra assunzione di grassi e PCOS, i ratti femmina pre-puberali sono stati divisi in due gruppi: il gruppo I ha ricevuto una dieta a pellet normale e il gruppo II ha ricevuto una dieta ricca di grassi (HFD). Sono stati misurati il test di tolleranza al glucosio orale, il profilo lipidico, il glucosio a digiuno, l’insulina, il ciclo dell’estro, il profilo ormonale, il peso dell’ovaio, il recettore dell’ormone luteinizzante (LH) e l’espressione del recettore ormonale stimolante il follicolo. La morfologia dell’ovaio policistico è stata valutata attraverso i cambiamenti istopatologici dell’ovaio.

L’alimentazione HFD aumenta gradualmente l’intolleranza al glucosio e i livelli di insulina a digiuno. I livelli di trigliceridi e colesterolo, risultavano più alti nei ratti con HFD. È stata inoltre osservata, alterazione dei livelli di testosterone e di estrogeni e l’espressione del recettore LH sembrava essere regolata solo nello studio con HFD. Dai risultati di questo lavoro, si evince che una dieta ad alto contenuto di grassi iniziata nell’età pre-puberale nei ratti, produce sia disturbi metabolici che cambiamenti ovarici simili a quelli osservati clinicamente nei pazienti con PCOS.

Gli studi focalizzati sulla dieta mediterranea e chetogenica hanno dato risultati positivi nei pazienti affetti da obesità e diabete di tipo 2, quindi questi regimi dietetici potrebbero rappresentare un affascinante trattamento dietetico per la gestione della PCOS. La dieta chetogenica basata su un intake proteico di 2 gr per ogni Kg di massa magra presente nella donna, insieme ad una riduzione dei carboidrati, permette non solo il mantenimento della massa magra stessa insieme alla massa muscolare, ma riduce anche il rilascio di insulina che è il fattore chiave nel mantenimento della PCOS. Protocolli nutrizionali basati su 3 settimane di dieta chetogenica e 2 settimane di dieta mediterranea, sembrano essere gli approcci nutrizionali ideali nel trattamento di questa sindrome. Inoltre, futuri studi di coorte longitudinali e studi prospettici di intervento potrebbero contribuire a chiarire meglio il ruolo delle diete mediterranee e chetogeniche nel trattamento della PCOS.