L’ Olio Extravergine di Oliva si conferma un valido alleato del nostro benessere

Gli effetti positivi dell’ olio extravergine d’oliva sono stati osservati sui geni coinvolti nella patogenesi  di malattie come il cancro, le malattia cardiovascolare e la neurodegenerazione

di SIMONA FERRARO

La novità sono gli studi di nutrigenomica, che si occupano di come i nutrienti sono in grado di accendere o spegnere alcuni tratti genetici. L’alimentazione non solo può garantire lo stato di salute dell’organismo, ma far sì che le terapie funzionino meglio. Un vero e proprio “nutraceutico” che, oltre a garantire un gusto unico, è ricco di composti bioattivi ovvero i polifenoli (oleuropeina, acido oleico, idrossitirosolo, oleocantale, tocoferoli), che lo rendono un importante alimento per la prevenzione di molte patologie.

Affinché l’ olio extravergine di oliva possa davvero esercitare una benefica funzione preventiva delle malattie cardiovascolari, ma aiutare anche a tenere sotto controllo il peso, gli studi indicano in 3 cucchiai al giorno (pari a circa 10 grammi a porzione) la quantità corretta da assumere. Ma non è solo una questione di quantità. “Il modo di concepire l’alimentazione è cambiato. Oggi si parla di nutrigenomica ed epigenetica, ovvero della capacità degli alimenti di interagire sul nostro DNA modificandolo con effetti diversi sulla salute”.

“Ci sono alimenti nutraceutici, ossia in grado di apportare modifiche al DNA tali da esercitare un effetto preventivo e assicurare uno stato di salute ottimale. E tra quelli tipici della dieta mediterranea, l’olio extravergine d’oliva è sicuramente uno dei più importanti”.

Il punto non è più quindi quanto si mangia, ma cosa si mangia. In un regime alimentare finalizzato a raggiungere uno stato di salute ottimale, è molto importante scegliere i grassi “giusti”, più che limitarne le quantità: un corretto uso giornaliero di olio extravergine d’oliva esercita un ruolo protettivo molto efficiente oltre a conferire una buona difesa antiossidante”.

Il consiglio è dunque imparare a limitare l’uso di altri grassi prevedendo nel proprio piano alimentare la giusta assunzione di olio extravergine d’oliva.

Composizione ed aspetti salutistici dell’olio d’oliva

L’oleuropeina (allo stato di glucoside) è prevalentemente la sostanza causa del sapore amaro delle olive. Anche i derivati dell’oleuropeina sono tra i principali responsabili delle sue peculiari caratteristiche gustative (amaro e piccante). È il polifenolo più abbondante e più studiato contenuto nell’Olea europea, il comune olivo di cui, oltre ai frutti, sono particolarmente ricche le foglie, che possono contenerne fino al 10% in peso.

È molto recente (20 luglio 2015) la pubblicazione su Nutrition&Diabetes di F. Violi et al. (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26192450) che riporta i risultati di una ricerca condotta su 25 soggetti sani: quando la loro dieta giornaliera era integrata con 10 gr di olio extravergine d’oliva, i livelli post-prandiali di glucosio nel sangue risultavano significativamente ridotti rispetto al gruppo di controllo.

Questo studio conferma i risultati di altri trial clinici e i dati epidemiologici e sperimentali disponibili, che supportano in modo consistente l’effetto di protezione che si associa all’assunzione giornaliera di oleuropeina attraverso l’uso di preparati nutraceutici consistenti in estratti di foglie di olivo arricchiti della sostanza. Ancora più recentemente dallo stesso gruppo di ricerca di Firenze è stato chiarito (Oncotarget. 2015, Oct 14) il meccanismo biochimico alla base degli effetti salutari esercitati dalla oleuropeina nei confronti dell’invecchiamento, del diabete, delle neoplasie e della neurodegenerazione.

I dati scientifici disponibili supportano quindi, in modo convincente, l’efficacia dell’assunzione giornaliera di dosi adeguate di oleuropeina ai fini della prevenzione di dismetabolismi quali il diabete di tipo 2 e la sindrome metabolica. Nell’olio d’oliva si ritrovano in quantità minore anche altri componenti degni di nota, come i lignani (potenti agenti antiossidanti che svolgono un’azione protettiva nei confronti del tumore al seno, del colon e della prostata) e i flavonoidi, come ad esempio la luteolina.

Ma come fare a scegliere quello giusto?

Per assicurare certezze alla tipicità dell’olio, in tempi di import selvaggio dal resto del bacino del Mediterraneo, serve una carta d’identità dell’olio extravergine d’oliva che ne garantisca la qualità evitando frodi e contraffazioni.

Bibliografia

Marta Piroddi, Adriana Albini, Roberto Fabiani, Lisa Giovannelli, Cristina Luceri, Fausta Natella, Patrizia Rosignoli, Teresa Rossi, Agnese Taticchi, Maurizio Servilli, Francesco Galli, Nutrigenomics of extra-virgin olive oil: A review, BioFactors, 43(1):17–41, 2017

Pablo Pérez-Martínez, Antonio García-Ríos, Javier Delgado-Lista, Francisco Pérez-Jiménez and José LópezMiranda*, Mediterranean Diet Rich in Olive Oil and Obesity, Metabolic Syndrome and Diabetes Mellitus, Current Pharmaceutical Design, 2011, 17, 769-777